Villa d’Este a Tivoli

Notte a Villa d’Este: ai giochi d’acqua delle moltissime fontane si aggiungono magnifici effetti di luce che regalano un’atmosfera fiabesca, fantastica.

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Certamente nelle intenzioni del cardinal Ippolito d’Este vi era la volontà di stupire, di creare un giardino lussuoso frutto di un sapiente connubio tra estetica e tecnologia ingegneristica tipico delle grandi opere architettoniche del Quattrocento e del Cinquecento.

Nondimeno, vi è l’eredità dei fasti di corte rinascimentale, ben incarnati dall’archetipo estense, ma anche il mito della villa patrizia romana e non a caso Tivoli fu particolarmente congeniale a Ippolito d’Este, vista la vicinanza con numerosi siti archeologici d’epoca classica, primo tra tutti, Villa Adriana.

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Franz Kafka – Il Castello

Kafka F., Il Castello, Einaudi, 2007

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Chissà quali pensieri e speranze animavano l’agrimensore K. quando giunse nel misterioso villaggio dominato dal Castello. Vi avrebbe trovato un posto sicuro, un buon posto, chiamato direttamente dal Conte. Avrebbe esercitato la sua professione, sarebbe stato sicuramente soddisfatto. Anche felice, forse. Ma di certo non si aspettava che per iniziare il suo lavoro avrebbe dovuto affrontare un tortuoso e complesso percorso, ostacolato da funzionari burocrati che avrebbe guidato l’intero corso degli eventi.

Capolavoro di Franz Kafka, il Castello è un’opera inquietante ed enigmatica, che trova nella sua incompiutezza un ulteriore elemento di ermeticità. La vita dell’agrimensore K. viene trascinata da complessi ed interminabili iter burocratici, deviando dal normale corso degli eventi. Una città fredda ed inospitale, disciplinata da rigidi meccanismi, spesso privi di buon senso, governati da una inarrivabile casta, da dietro le mura del Castello.

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Roberto Saviano – Gomorra

 Saviano R., Gomorra, Mondadori, 2006

Container di cinesi morti congelati che tornano in Cina per far immigrare altri cinesi, vestiti e accessori griffati, falso made in Italy che alimenta indistintamente il mercato del falso e dell’originale e poi ancora l’ascesa delle famiglie di Casal di Principe e le faide interne per il controllo del mercato della droga e dell’imprenditoria edilizia e del traffico illecito dei rifiuti.

Ripercorrendo il filo di un’inchiesta a partire dal traffico di droga o da un omicidio, ci si trascina dietro un’altra miriade di fili intrecciati che vanno dal traffico d’armi all’imprenditoria turistica in Scozia. Si scopre che nella regione con il più alto tasso di disoccupazione d’Europa, si ha il più alto numero di Mercedes vendute.

Sfogliando le pagine di Gomorra ci si rende perfettamente conto che il termine “camorra” è un nomignolo inappropriato, grottesco, teatrale. In realtà è il “Sistema”. Si scopre così un intero substrato soggiacente il tessuto socio-economico che ne supporta e ne alimenta lo sviluppo, diretto da un potere economico e militare concentrato nelle mani di una vasta organizzazione criminale.

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Alessandro Baricco – L’Iliade di Omero

Baricco A., L’Iliade di Omero, Feltrinelli 2006

“Oh, se per sempre svanisse l’ira dal cuore degli uomini, lei che è capace di far impazzire anche i più saggi, scivolando nel loro animo con la dolcezza del miele e montando poi come fumo nella loro mente…”

Alessandro Baricco rielabora il famoso testo di Omero, poggiando sulla brillante traduzione di Maria Grazia Ciani e adattando il poema ad una rappresentazione teatrale. Il testo è reso attuale nella forma e snellito, omettendo principalmente i riferimenti alle divinità. Scopriamo così un’opera moderna e accattivante, ancora oggi viva ed attuale.

Riscoprire le tinte epiche ed assolute dell’Iliade di Omero lascia la vaga sensazione che tutto quello che è stato scritto successivamente, sia in qualche modo superfluo. La passione, il coraggio, l’amicizia, l’amore, la rabbia, l’invidia, l’odio, l’orgoglio, l’onore, la compassione…nel celebre poema trovano spazio tutti gli ideali, i valori e le debolezze dell’uomo da millenni immutati, che guidano verso un destino feroce, travolgente, lasciando sul campo vincitori e vinti.

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Hermann Hesse – Il gioco delle perle di vetro

Hesse H., Il Gioco delle Perle di Vetro, Mondadori

Il Gioco delle Perle di Vetro è un romanzo difficile. Tuttavia è tra quelli che maggiormente hanno contribuito al conferimento del premio Nobel, nel 1946, all’autore Hermann Hesse.

In un futuro immaginario, idealmente consecutivo al medioevo surreale di “Narciso e Boccadoro” ed al presente tormentato del “Lupo della Steppa”, la società si avvale di una casta di monaci illuminati, intellettuali e studiosi. Il romanzo ripercorre la parabola della vita di Josef Knecht, Magister Ludi, maestro nel gioco delle perle di vetro.

Ma in cosa consiste il gioco delle perle di vetro?

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Hermann Hesse – Narciso e Boccadoro

Hesse H., Narciso e Boccadoro, Mondadori

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Narciso e Boccadoro è un capolavoro assoluto, attraverso il quale Hermann Hesse raggiunge un impareggiabile speculazione filosofica, racchiudendola in un opera comunque fruibile e di ampio respiro.

In un medioevo ideale senza tempo, il romanzo racconta la vicenda di due giovani amici, le cui strade si incrociano e si allontano per poi ritrovarsi di nuovo. Narciso, diligente studioso, da bravo monaco, dedicherà la sua vita con impegno allo studio e all’ascesi cercando la via attraverso la conoscenza e la contemplazione. Boccadoro, dilaniato da vibranti impulsi, vivrà la sua vita da artista vagabondo, attraverso fugaci incontri di luoghi e persone, segni indelebili nella sua memoria in un tormentato rapporto con l’arte.

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Giorgio Bassani – Il giardino dei Finzi Contini

Bassani G., Il Giardino dei Finzi-Contini, Mondadori 

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Il giardino del Finzi Contini celebre romanzo di Giorgio Bassani, ci racconta l’ultimo approdo felice della giovinezza, prima di affrontare un salto definitivo, disilluso e senza ritorno, in un esistenza sofferta e segnata da languidi sospiri: ricordi del passato che non ci abbandonano mai…

La narrazione è discreta e garbata, l’atmosfera delicata e rarefatta. La storia si lascia sorseggiare lentamente, assaporando così il suono di ogni singola parola, che descrive con meticolosità ogni piccolo gesto. Affiora così il piacere di un linguaggio curato, con un lessico ricco, ormai quasi desueto, che conserva il fascino e l’eleganza di altri tempi.

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Italo Calvino – Il barone rampante

Calvino I., Il Barone Rampante, Mondadori 

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Non poteva mancare all’appello quello che è forse il romanzo più noto di Italo Calvino: il Barone Rampante.

Un romanzo picaresco, una favola, che ancora una volta ci permette di viaggiare con la fantasia ma anche di riflettere. Infatti, se da un lato il barone rampante vive una vita singolare e straordinaria, dall’altro è vittima dei suoi ideali e della sua determinazione.

Attraverso questo romanzo, Calvino sembra suggerire l’importanza di essere aperti a nuovi punti di vista, senza mai assumere posizioni assolute, pregiudizi o compiere scelte irrevocabili.

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Hermann Hesse – Il lupo della steppa

 Hesse H., Il lupo della steppa, Mondadori

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Chi, almeno una volta, non si è sentito voce fuori dal coro, parte della società ma allo stesso tempo lontano dagli stereotipi della stessa? Chi non ha ribollito impotente davanti a clichè poco edificanti?

Molti, forse. Soprattutto in questi ultimi tempi, così aberranti e difficili. E’ questa una delle possibili chiavi di lettura, quantomai attuale, del “Lupo della Steppa” celeberrimo romanzo di Hermann Hesse, faro nella letteratura contemporanea.

Un romanzo che affascina, soprattutto i più giovani e tutti quelli che, dopotutto, non si sono ancora arresi, perchè come dirà l’autore: “…la storia del lupo della steppa rappresenta sì una malattia e una crisi, ma non verso la morte, non un tramonto, bensì il contrario: una guarigione“.

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Simon Singh – L’ultimo Teorema di Fermat

Singh S., L’ultimo Teorema di Fermat, Rizzoli, 1997

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Nel 1637, Pierre de Fermat, un arguto avvocato con la passione per la matematica, leggendo una copia dell’Arithmetica di Diofanto di Alessandria, ebbe una brillante intuizione:

 “non esistono tre numeri interi positivi a, b, c, che verificano l’equazione: 

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con n > 2.”

Entusiasta, Fermat aggiunge in margine del quaderno: “Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina”.

Purtroppo la “meravigliosa dimostrazione” del geniale matematico, morirà con lui ed il teorema resterà irrisolto per oltre 350 anni…

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