Hyeronimus Bosch – Il prestigiatore (1475 circa)

“Che significa, o Hyeronimus Bosch, quel tuo occhio attonito? Quel palloro del volto? Come se tu stessi guardando i lemuri e gli spettri dell’Inferno svolazzarti davanti. Potrei credere che ti si siano spalancate le porte dell’avido Dite e le dimore del Tartaro, poichè la tua destra ha potuto dipingere tanto bene tutto quello che il più profondo recesso dell’Averno contiene”
(Lampsonius, 1575)

Dino Buzzati, nell’introduzione all’“Opera completa di Bosch”, immagina di incontrare un discendente del pittore. Bosch dipinge il mondo così com’è. I suoi mostri non sono invenzioni della fantasia, bensì la nitida visione di un mondo corruttibile, continuamente insidiato dal maligno.

Il realismo minuzioso, caratteristico della pittura fiamminga, non cede il passo ad un simbolismo che spesso diventa grottesco, violento, ma sempre straordinariamente enigmatico e affascinante.

Cominciamo dal Prestigiatore, una delle opere più rappresentative:

il_prestigiatore.jpg

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