Wislawa Szymborska – Vista con granello di sabbia

Wislawa S., Vista con granello di sabbia, Adelphi, 2004

Wislawa Szymborska è la più famosa poetessa polacca. Nel 1996 è stata insignita con il premio Nobel per la letteratura «per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d’umana realtà».

Nella poesia troviamo l’ingenuità del bambino, l’ironia del buffone e la tagliente verità di chi ha il coraggio di osservare con il dovuto distacco le piccole cose umane. E così, nella sua raccolta di poesie “Vista con granello di sabbia” il curriculum vitae, prezioso pedigree lavorativo, si rivela un velo di apparenza, che poco e male racconta chi siamo veramente…

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Giuseppe Gioacchino Belli: Er Giorno der Giudizzio

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Pasqua è la festa cristiana più importante, in quanto rappresenta la Risurrezione, la vittoria della vita sulla morte. Come a Natale, vorrei riflettere sul tema attraverso l’ironica rappresentazione del Belli, che con disarmante semplicità, ci delinea il giorno del Giudizio: 

Er giorno der Giudizzio

Quattro angioloni cole trombe in bocca
se metteranno uno pe cantone
a sonà: poi co tanto de vocione
cominceranno a dí: ” Fora a chi tocca”.

Allora vierà su una filastrocca
de schertri da la terra a pecorone,
pe ripijà figura de perzone,
come purcini attorno de la biocca.

E sta biocca saà Dio benedetto,
che ne farà du’ parte, bianca e nera:
una pe annà in cantina, una sur tetto.

All’urtimo uscirà ‘na sonajera
d’angioli, e, come si s’annassi a letto
smorzeranno li lumi, e bona sera.

Conosco delle barche…

Talvolta è nella poesia che ritroviamo un’analisi accurata delle nostre debolezze o della nostra tenacia, di come è facile perdere la rotta e di quanto coraggio ci vuole per affrontare l’oceano della vita.

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E pochi semplici versi di Jacques Brel, ci permettono, per un momento, di soffermarci e guardare il mondo con occhi diversi…

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Giuseppe Gioacchino Belli e la vigilia di Natale

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L’ironia pungente del Belli, per sorridere, ma anche per riflettere in questi giorni di festa e di piacevoli ritrovi conviviali.

Abbacchio, oliva e pesce

Ustacchio, la víggija de Natale
Te mmettete de guardia sur portone
De quarche mmonzignore o cardinale,
E vederai entrà sta prícissione.

Mo entra una cassetta de torrone,
Mo entra un barilozzo de caviale,
Mo er porco, mo er pollastro, mo er cappone,
E mmo er fiasco de vino padronale.

Poi entra er gallinaccio, poi l’abbacchio,
L’oliva dolce, er pesce de Fojjano,
L’ojjio, er tonno, l’anguila de Comacchio.

Insomma, inzino a nnotte, a mmano ammano,
Te llì tt’accorgerai, padron Ustacchio,
Cuant’è ddivoto er popolo romano.