M. C. Escher e il paradosso di Russell

10 febbraio 2009

“E’ stato confrontandomi con gli enigmi che ci circondano e considerando e analizzando le osservazioni da me fatte, che sono giunto alla matematica. Sebbene mi si possa davvero considerare digiuno di esperienza e consuetudine con le scienze esatte, spesso mi sembra di avere molte più cose in comune con i matematici che con i miei discepoli artisti”.

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Mauritius Cornelius Escher – Print Gallery

Possiamo comprendere il mondo nella sua totalità quando noi stessi ne siamo parte? Come potremmo essere osservati ed osservatori?

Il messaggio di quest’opera di Mauritius Cornelius Escher è chiaro: un uomo osserva il dipinto di un porto, il mare, una barca e la città con una galleria di quadri in cui un uomo osserva il dipinto di un porto…

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Il paradosso di Russell

21 marzo 2008

“In un villaggio c’è un unico barbiere.
Il barbiere rade tutti (e soli) gli uomini che non si radono da soli.
Il barbiere rade sé stesso?”.

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Che ne pensate? Proviamo a rispondere:
1. se il barbiere rade sé stesso, allora per definizione il barbiere non rade sé stesso;
2. se il barbiere non rade sé stesso allora, dato che il barbiere rade tutti quelli che non si radono da soli, il barbiere rade sé stesso.

In entrambi i casi siamo arrivati ad una contraddizione!

E’ il noto Paradosso di Russell, che racconta un problema con il quale si scontrò il famoso filosofo e matematico. Come per Pitagora, l’inaspettato “imprevisto” si presentò sul più bello, proprio quando l’idea di un’opera come i Principia Matematica sembrava essere una costruzione solida e perfetta contenente tutto il sapere matematico.

Ma cosa accade di imprevisto? Per scoprirlo occorre seguire un piccolo ragionamento, che – siete avvisati – potrà causare qualche mal di testa. I più temerari possono comunque continuare a leggere…

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Douglas R. Hofstadter – Gödel, Escher e Bach

11 luglio 2007

Hofstadter Douglas R. Gödel, Escher, Bach. Un’eterna ghirlanda brillante, Adelphi

GEB

Musica, Arte e Matematica.  

Afferma l’autore: «Ho compreso come per me, Gödel Escher e Bach erano soltanto ombre proiettate in diverse direzioni da una qualche essenza solida e centrale. Ho cercato di ricostruire l’oggetto centrale, ed ecco il perché di questo libro.» 

Tutto comincia con il paradosso di Epimenide: “questa frase è falsa”, proposizione di per sé, né vera né falsa. C’è dunque bisogno di un sistema logico più ampio. Di qui il tentativo dell’uomo di comprendere la propria Mente. Può comprendere se stessa o c’è bisogno di un altro ente superiore? Quale?  

Un percorso affascinante, imperniato sulla dimostrazione del Teorema di Incompletezza di Gödel. Un viaggio che spazia dalla filosofia greca alla biologia molecolare, passando per la filosofia zen, fino all’intelligenza artificiale e le sue implicazioni sia tecniche che filosofiche. 

L’opera affronta con disinvoltura e chiarezza espositiva molti argomenti complessi. Si articola in venti capitoli alternati, in una sorta di contrappunto, con dialoghi surreali tra Achille e la Tartaruga, che offrono una trasposizione letteraria dei canoni musicali di Bach. 

Un libro eccezionale, unico.

Lo consiglio vivamente a tutti.