La città dei gatti e la città degli uomini

26 settembre 2009

gatto in finestra

“La città dei gatti e la città degli uomini stanno l’una dentro l’altra ma non sono la medesima città. Pochi gatti ricordano il tempo in cui non c’era differenza: le strade e le piazze degli uomini erano anche strade e piazze dei gatti, e i prati, e i cortili e i balconi, e le fontane: si viveva in uno spazio largo e vario. Ma gi à ormai da più generazioni i felini domestici sono prigionieri di una città inabitabile: le vie ininterrottamente sono corse dal traffico mortale delle macchine schiacciagatti; in ogni metro quadrato di terreno dove s’apriva un giardino o un’area sgombra o i ruderi d’una vecchia demolizione ora torreggiano condomini, caseggiati popolari, grattacieli nuovi fiammanti; ogni andito è stipato dalle auto in parcheggio; i cortili a uno a uno vengono ricoperti d’una soletta e trasformati in garages o in cinema o in depositi-merci o in officine. E dove s’estendeva un altopiano ondeggiante di tetti bassi, cimase, altane serbatoi d’acqua, blaconi lucernari, tettoie di lamiera, ora s’innalza il sopraelevamento generale d’ogni vano sopraelevabile: spariscono i dislivelli intermedi tra l’infimo suolo stradale e l’eccelso cielo dei super-attici; il gatto delle nuove nidiate cerca invano l’itinerario dei padri, l’appiglio per il soffice salto dalla balaustra al cornicione alla grondaia, per la scattante arrampicata sulle tegole.
Ma in questa città verticale, in questa città compromessa dove tutti i vuoti tendono a riempirsi e ogni blocco di cemento a compenetrarsi con altri blocchi di cemento, si apre una specie di controcittà, di città negativa che consiste di fette vuote tra muro e muro, tra due costruzioni; è una città di intercapedini, pozzi di luce, canali d’areazione, passaggi carrabili, piazzole interne, accessi agli scantinati, come una rete di canali secchi su un pianeta d’intonaco e catrame, ed è attraverso questa rete che rasente i muri corre ancora l’antico popolo dei gatti.”

tratto da Marcovaldo di Italo Calvino

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L’abbazia di San Pietro in Valle

23 settembre 2009

Abbazia San Pietro in Valle 1

Nascosta tra le gole della Valnerina, l’Abbazia di San Pietro in Valle conserva il fascino di un luogo recondito e pacifico, così come probabilmente apparve ai due mistici Giovanni e Lazzaro che, secondo la leggenda, vi trovarono asilo.

Abbazia San Pietro in Valle 2

Oggi l’Abbazia di San Pietro in Valle è uno splendido hotel di charme, dal fascino antico e austero, con lo sguardo volto al medioevo mistico che, in queste terre, sembra ancora vivo.

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Istantanee: Tramonto romano

29 agosto 2009

San Pietro


Riserva dello Zingaro: Cala Mazzo di Sciacca

19 luglio 2009

Zingaro Mazzo di Sciacca 1

Superate le tonnare di Scopello, si arriva all’accesso sud della Riserva dello Zingaro. Siamo a circa 7 km da Tonnarella dell’Uzzo che si trova in prossimità dell’ingresso nord.

Zingaro Mazzo di Sciacca 3

I sentieri che uniscono queste due splendide calette sono ricchi di vegetazione rara e incontaminata. Il panorama è meraviglioso, sospeso tra lo sciabordio delle onde e il fruscio del vento.

Zingaro Mazzo di Sciacca 2

Ancora una volta, difficile descrivere i colori e bellezza dello spettacolo della Natura.


A spasso per Roma…

30 novembre 2008

…capita di incontrare antiche botteghe di vini e oli, con tutta la simpatia di quando “er vino bbono“, che poi non sempre era così “bbono“, veniva dai Castelli, portato nottetempo dai carrettieri, figura caratteristica nella tradizione popolare romana.

 vini-e-oli-1  vini-e-oli-2

Anche questa è Roma, quella autentica, ironica, schietta, quella della carbonara. Come scrive Remotti: “…quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”…”, che, in fondo, a noi romani piace tanto.

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Monteriggioni di torri si corona

16 novembre 2008

Come le torri di Monteriggioni tra la nebbia, così Dante, discendendo nel nono Cerchio, scorge i giganti che cingono il pozzo:

“come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che che cela il vapor che l’aere stipa,
cosi forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver la sponda,
fuggiemi errore e crescemi paura:
però che come sulla cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
cosi ‘n la proda che ‘l pozzo circonda
torreggiavano di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove ancora quando tona”

(Dante Alighieri, Inferno Canto XXXI, vv. 40-45)

Le torri, imponenti come nella vivida descrizione del Poeta, sembrano quasi aver preservato il corso del tempo su questo piccolo borgo a pochi chilometri da Siena.

Strategico avamposto senese contro i fiorentini, risalente al XIII secolo, Monteriggioni è tutt’oggi un posto meraviglioso che conserva un autentico fascino medioevale.

monteriggioni-2

L’interno del borgo ruota intorno all’antica pieve di Santa Maria Assunta, costruita nel 1219 in stile romanico e gotico. Ogni anno, a luglio, nella piazza antistante si rievocano usi e costumi in una suggestiva festa medioevale (informazioni su: http://www.monteriggionimedievale.com/).

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San Casciano dei Bagni

28 settembre 2008

Arroccato su un dolce rilievo, nelle propaggini meridionali della provincia di Siena, San Casciano deve la sua storia ai “bagni”, ossia alle acque termali che tutt’oggi ritroviamo poco più in basso a valle, raccolte in grandi vasche di pietra. 

Il paese è antico, tanto che le prime testimonianze scritte di un certo luogo detto “San Cassiano” risalgono al XI secolo, ma il castello che ne caratterizza il profilo è moderno: è stato edificato solo nel XX secolo. E sono le mura del castello e la torre a precedere l’accoglienza nell’ampio piazzale con una magnifica terrazza sulla valle sottostante, dalla quale il panorama è così suggestivo da sembrare irreale:

Successivamente, valicata la porta di accesso, si percorre un tragitto quasi circolare che guida davanti all’Insigne Collegiata di San Leonardo, fino al Palazzo Comunale, passando per la chiesa di Sant’Antonio.

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