M. C. Escher e il paradosso di Russell

10 febbraio 2009

“E’ stato confrontandomi con gli enigmi che ci circondano e considerando e analizzando le osservazioni da me fatte, che sono giunto alla matematica. Sebbene mi si possa davvero considerare digiuno di esperienza e consuetudine con le scienze esatte, spesso mi sembra di avere molte più cose in comune con i matematici che con i miei discepoli artisti”.

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Mauritius Cornelius Escher – Print Gallery

Possiamo comprendere il mondo nella sua totalità quando noi stessi ne siamo parte? Come potremmo essere osservati ed osservatori?

Il messaggio di quest’opera di Mauritius Cornelius Escher è chiaro: un uomo osserva il dipinto di un porto, il mare, una barca e la città con una galleria di quadri in cui un uomo osserva il dipinto di un porto…

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Il Paradosso di Zenone

17 luglio 2008

il moto è impossibile perché ciò che si muove deve arrivare allo stadio intermedio prima di arrivare alla meta (Aristotele Fisica VI:9, 239b10).

Nel V secolo a.C. Zenone diede prova di straordinario intuito logico, destabilizzando il pensiero con i suoi paradossi. Poggiando sull’infinita divisibilità dello spazio arrivò a concludere che il moto è un’illusione.

Così la freccia non raggiungerà mai la meta perchè per arrivarvi deve attraversare un numero infinito di punti e Achille non raggiungerà mai la tartaruga alla quale ha concesso il vantaggio, perchè nel tempo in cui colmerà la distanza che li separa questa avrà compiuto un piccolo passo in avanti mantenendo sempre un seppur piccolo vantaggio.

Queste riflessioni paradossali hanno aperto la via a conclusioni tutt’altro che ovvie.
Vediamo di cosa si tratta.

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Le stelle di Van Gogh

12 giugno 2008

Bisogna avere il caos dentro di sè per partorire una stella che danzi
Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)

 Notte stellata – Vincent Van Gogh (1889)


Un pensiero di auguri…firmato Giacomo Leopardi

1 gennaio 2008

I miei migliori auguri a tutti di ottimo 2008!2008_sailing

Inizia il 2008 ed i buoni propositi, come ogni anno, sono sempre gli stessi. Vorrei, però, porre l’accento su un aspetto fondamentale: il coraggio di affrontare la vita, con slancio, con passione, certamente correndo qualche rischio, ma sempre inseguendo i nostri sogni, le nostre ambizioni. Perchè, scriveva Virgilio, Audentes fortuna iuvat.

Per chi avrà pazienza, lascio di seguito una breve lettura, tratta dalle Operette Morali di Giaocomo Leopardi. E’ un estratto del Dialogo tra Colombo e Gutierrez. I due ragionano sul senso di tanto navigare, di tanti sacrifici mossi da flebili speranze di conquista. Ma dunque, cosa vi è di certo nella vita? E non è forse proprio questo incerto navigare il senso stesso della vita?

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