Keith Devlin – La lettera di Pascal

16 settembre 2010

 Devlin K., La lettera di Pascal, Rizzoli, 2008

lettera di pascalTra le righe dell’ampollosa corrispondenza tra Blaise Pascal e Pierré de Fermat, geniali pensatori del XVII secolo, stava germogliando quel ramo della matematica che forse più di ogni altro oggi invade la nostra vita quotidiana: il calcolo della probabilità.

Come spesso accade, il pretesto è un caso pratico, ma sono le generalizzazioni a guidare verso grandi scoperte. I due pensatori infatti, si chiedono: come dividere la posta tra due giocatori di dadi se per vincere bisogna arrivare a 5 e i due interrompono il gioco su un punteggio, ad esempio, di 3 a 2?

Chiunque potrebbe cimentarsi nel tentativo di trovare una risposta. Ma probabilmente non tutti giungerebbero alle stesse conclusioni. Questo è quello che fecero numerosi matematici, nei secoli a venire traendo spunto da questi ragionamenti e fondandone nuovi, facendo nascere così, la teoria della probabilità.

Keith Devlin ripercorre con maestria la storia del calcolo probabilistico scovando i personaggi e i fatti che portarono a conclusioni sorprendenti e permisero lo sviluppo di nuove frontiere della conoscenza. Ripercorre gli studi di Luca Pacioli o la vita rocambolesca di Nicola Cardano, per poi passare ai notevoli contributi della famiglia Bernoulli. Con stile giornalistico, ci illustra le scoperte rivoluzionarie e il cammino di questa scienza moderna che oggi condiziona così tanto le nostre vite.

Nel bene o nel male, infatti, è il tentativo più riuscito per conoscere e prevedere il futuro.

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Simon Singh – L’ultimo Teorema di Fermat

29 dicembre 2007

Singh S., L’ultimo Teorema di Fermat, Rizzoli, 1997

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Nel 1637, Pierre de Fermat, un arguto avvocato con la passione per la matematica, leggendo una copia dell’Arithmetica di Diofanto di Alessandria, ebbe una brillante intuizione:

 “non esistono tre numeri interi positivi a, b, c, che verificano l’equazione: 

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con n > 2.”

Entusiasta, Fermat aggiunge in margine del quaderno: “Dispongo di una meravigliosa dimostrazione di questo teorema, che non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina”.

Purtroppo la “meravigliosa dimostrazione” del geniale matematico, morirà con lui ed il teorema resterà irrisolto per oltre 350 anni…

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