Italo Calvino: omaggio a Fellini

17 novembre 2007

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“Ma ciò che il cinema dà adesso non è più la distanza: è il senso irreversibile che tutto ci è vicino ci è stretto, ci è addosso”.

Nel 1974 Italo Calvino scrive la prefazione al libro Quattro Film di Federico Fellini. E’ il noto regista che lo incoraggia a scrivere l’Autobiografia di uno spettatore e Calvino racconta la sua esperienza ed il suo rapporto con il cinema, che poi è quello di molti, che nel cinema hanno materializzato sogni, speranze, fantasie, luoghi lontani ed irraggiungibili, ma anche il ritratto della società, del quotidiano, il proprio ritratto, in cui ciascuno ha ritrovato un po’ di se stesso.

“E’ questa la magia del cinema di Fellini, dove “è il fuori che invade lo schermo, il buio della sala che si rovescia nel cono di luce. […] il film di Fellini è cinema rovesciato, macchina da proiezione che ingoia la platea e macchia da presa che volta le spalle al set”.

“il cinema della distanza che aveva nutrito la nostra giovinezza è capovolto definitivamente nel cinema della vicinanza assoluta. […] Il film di cui ci illudevamo d’essere solo spettatori è la storia della nostra vita”.

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