Onofrio Gallo…chi è costui?

11 giugno 2010

Per chi più o meno frequentemente ha avuto occasione di leggere alcuni articoli del mio blog, avrà sicuramente notato i corposi commenti a firma di un certo Umberto Esposito. 

La mole, l’impaginazione e la struttura non facilitano di certo la lettura e la comprensione del messaggio. Pertanto non sempre è facile interpretarli e ripercorrere il ragionamento verificandone l’esattezza.

E la cosa non riguarda solo questo blog. Gli stessi identici commenti pubblicati nei post relativi a Fibonacci, al Teorema di Fermat, a Pitagora e tanti altri argomenti affini, si trovano riportati tali e quali su molti altri blog, quasi fossero l’unico strumento per la pubblicazione diffusione di (presunte) uniche, innovative e rivoluzionarie scoperte matematiche di un misterioso personaggio: tale Onofrio Gallo, (nato nel 1946 a Cervinara, Valle Caudina) autore del monumentale Codex Cervinarensis contenente il famoso (?) Teorema Mirabilis di Gallo.

Un personaggio degno della medaglia Fields, completamente ignorato da ogni fonte di informazione disponibile su internet. Nemmeno la pagina dei cittadini illustri di Cervinara ne menziona le gesta, se non attraverso un commento del solito Umberto Esposito, suo unico portavoce e rappresentante.

Certo, non essere presenti sul web non significa “non esistere” (anche se nel mondo della comunicazione attuale, poco ci manca), ma è ancor più curioso che tale “esistenza”, per così dire, sul web abbia un’unica e sola fonte che in maniera sistematica e infaticabile diffonde, peraltro solo nei blog, le continue e mirabolanti scoperte del fantomatico matematico. 

Strano anche il fatto che una così produttiva e intensa diffusione di commenti e interazioni – come sul blog ben più autorevole dei Rudi Matematici – si interrompa davanti a richieste del tipo: “è possibile avere copia del codex cervinarensis?”. Alle quali corrisponde un evasivo silenzio e la catena di botta e risposta si interrompe.

E allora, prima ancora di entrare nel merito dei contenuti, forse il primo teorema da dimostrare è l’esistenza dell’opera di Onofrio Gallo…o no?


Massimo Montanari – La fame e l’abbondanza

3 dicembre 2008

Montanari M., La fame e l’abbondanza, Laterza, 2006

fame-e-labbondanzaQuali erano le abitudini alimentari nel medioevo e nel rinascimento? Come queste hanno influito sulla storia della civiltà europea e cosa ne abbiamo ereditato?

Massimo Montanari, medievista ed autorevole esperto di storia dell’alimentazione, ripercorre in un piacevole saggio, la storia della società europea dall’alto medioevo ai giorni nostri, vista attraverso la lente delle abitudini alimentari.

Il viaggio inizia dall’alimentazione mediterranea, eredità di greci e romani, imperniata su grano, vino e olio, alla sua contrapposizione e contaminazione con le abitudine nordiche, prevalentemente carnivore. E’ l’incontro tra due diverse realtà socio-culturali che si influenzeranno a vicenda.

Ma è anche la storia dei costumi, di come il mangiare ha assunto connotazioni simboliche diverse: dalla tavola dei signori medioevali, che esprime potere e forza, attraverso una gestualità vorace ed un’eccessiva abbondanza di carni alla raffinatezze delle corti settecentesche dove la sobrietà ed il “poter rinunciare” è ancor più simbolo di aristocrazia ed elitarismo.

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A spasso per Roma…

30 novembre 2008

…capita di incontrare antiche botteghe di vini e oli, con tutta la simpatia di quando “er vino bbono“, che poi non sempre era così “bbono“, veniva dai Castelli, portato nottetempo dai carrettieri, figura caratteristica nella tradizione popolare romana.

 vini-e-oli-1  vini-e-oli-2

Anche questa è Roma, quella autentica, ironica, schietta, quella della carbonara. Come scrive Remotti: “…quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”…”, che, in fondo, a noi romani piace tanto.

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Una buona tazza di tè

9 novembre 2008

“Accese la lampada sotto il vaso dell’acqua; aprì la scatola di lacca, dov’era conservato il tè, e mise nella porcellana una quantità misurata d’aroma; poi preparò due tazze. I suoi gesti erano lenti e un poco irresoluti, le sue mani bianche e purissime avevano nel muoversi una leggerezza quasi di farfalle…”
Il piacere – Gabriele D’Annunzio

Al giorno d’oggi, bere il tè probabilmente significa soprattutto riappropriarsi del proprio tempo. Lasciarsi trasportare da profumi avvolgenti, sorseggiare lentamente l’infuso, accompagnandolo con qualche dolcetto è quanto più di confortante ci può capitare soprattutto nelle fredde giornate invernali, per raccogliere le proprie idee e ristorare le energie. Magari è anche una piacevole occasione per sfogliare qualche pagina di un buon libro o abbandonarsi ad una piacevole conversazione.

tea-award1Raccolgo con piacere l’invito di Twostella del Giardino dei Ciliegi, che propone una simpatica iniziativa: L’Afternoon Tea Awards. Con l’occasione propongo due tipi di tè, immaginando due situazioni, magari due personalità:
Jasmin pearls, con piccole madeleines e le pagine di Simenon. Un’atmosfera rarefatta e delicata, in cui abbandonarsi a ricordi lontani, con un pizzico di malinconia.
Tè con zenzero e limone, accompagnato da una fetta di
Torta sarda con ricotta e limone e le pagine del barone rampante. Una pausa frizzante, per spiccare il volo con la fantasia.

Ma prima di tutto, forse è importante conoscere queste undici regole d’oro per “una buona tazza di tè”, scritte da un’inaspettato, quanto celebre, autore, nel 1946. Per scoprire di chi si tratta, non vi rimane che leggere fino in fondo…

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“L’attesa”: un racconto olfattivo…

11 ottobre 2008

L’attesa” è un breve racconto ispirato da un profumo.

Sono stato gentilmente invitato dalla nota maison Hermès a partecipare ad un piccolo concorso letterario, un gioco, dove esprimere attraverso le parole emozioni, sensazioni ed immagini suscitate da una loro fragranza.

Il racconto dunque, ne ripercorre idealmente un’ipotetica parabola olfattiva o, quantomeno, questo è quello che mi ha inspirato.

Se vi piace, non esitate a votarmi su Terre d’Hermès!

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Meme: the music i like!

24 maggio 2008

Lenny dalla finestra-di-fronte e Giovanna di lost-in-kitchen, mi invitano nominare le 5 canzoni più belle di tutte i tempi. Ne nominerei tante, almeno 50 o forse 500, tutti splendidi brani che meritano di essere ascoltati almeno una volta…

Tra i tanti, stavolta scegliamo:

1. Jimi Hendrix – Little Wing
2. Incognito – Still a friend of mine
3. Toto – Hold the Line
4. Dire Straits – Sultans of Swing
5. Dream Theater – Another day

Per chi vuole ascoltarle, ecco i video:

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Meme: questo sconosciuto…

23 gennaio 2008

Anna, dal suo incantevole RigheBlu, mi invita a partecipare a un meme…ma, un momento, cos’è il meme?

Un gioco, un modo simpatico per raccontarsi, un po’ stile catena di S. Antonio, ma con un nome fantasioso, ennesimo acronimo di importazione anglosassone. Giusto?

Niente affatto. E’ una faccenda (a quanto pare) molto più complicata del previsto! L’Oxford English Dictionary definisce i memi in questo modo: “Meme, biol. (abbreviato per mimeme… ciò che è imitato, da gene), elemento di una cultura che può trasmettersi per via non genetica, specie per imitazione”.

E mi fermo qui. Per chi volesse saperne di più può curiosare in queste due pagine con ampie dissertazioni: I memi e lo sviluppo del cervello e Meme – From Wikipedia, the free encyclopedia.

Per me resta comunque un gioco e lascio il testimone a chi ha voglia di raccontarsi seguendo questa traccia…

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