Andrea Camilleri – Un filo di fumo

17 maggio 2010

Pochi tratti ed emerge un ritratto vivido e pungente. Ancora una volta Camilleri illuistra con maestria uno spaccato di vita che, nella sua semplicità, risuona pur tuttavia quasi epico.

E’ una storia ruvida, consumata sotto la canicola di un sole cocente, che parla di zolfo e navi mercantili e si intreccia con la Sicilia delle superstizioni e degli ex-voto. Anche lo stile riflette le tinte e dei diversi romanzi di Camilleri è quello forse meno fruibile, ma non meno potente nell’espressività che si arricchisce di sfumature melodrammatiche (non a caso il titolo cita la Madame Butterfly)

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Andrea Camilleri – Il corso delle cose

13 novembre 2007

Camilleri A., Il corso delle cose, Sellerio, 1998 

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Un omicidio, annunciato con tre giorni di ritardo, come vuole l’avvertimento sul cadavere. Poi l’attentato a Vito. Proprio lui, così innocuo, sempre attento a non immischiarsi negli affari degli altri, attento a non prendere mai una posizione.
Un avvertimento? L’ispettore Corbo sa il fatto suo e non dubita di un collegamento tra gli eventi,  ma non è facile districarsi tra i silenzi del piccolo paese. Gli avvertimenti continuano. Vito si dispera, non si da pace, cosa ha fatto? Ma quell’omicidio lo riguarda da vicino e, poco a poco, capirà perchè…

Scritto nel 1968, Il corso delle cose è il primo romanzo di Camilleri. Già traspare un notevole talento nel delineare i personaggi e tessere una trama di notevole qualità. Il romanzo restituisce l’immagine di una Sicilia sfuggente, fatta di sguardi ed allusioni.
Come sarà ancor più nel successivo Birraio di Preston, Camilleri racconta una realtà che non è come appare o che così è se vi pare, nella miglior tradizione di Pirandello. Con mirabile coinvolgimento il lettore è condotto in un labirinto articolato e sinuoso, come, appunto, il corso delle cose.