Hyeronimus Bosch – La cura della follia (1480 circa)

«Maestro, togli in fretta questa pietra / Il mio nome è Lubbert Das»

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“Avere una pietra in testa” era un modo di dire nel medioevo olandese, per indicare la follia o la stoltaggine di qualcuno.

Con minuziosa e precisa puntualità, Bosch narra la vicenda di un ignaro sempliciotto che si rivolge ad un medico, sperando che tolga la pietra dalla sua testa, facendolo rinsavire.

Ma osservando l’opera attentamente molti piccoli particolari ci guidano verso il suo vero significato: il medico è un ciarlatano, con un imbuto sulla testa ed una brocca alla cinta, simbolo del male.

In realtà vuole solo approfittarsi del malcapitato, estraendo un fiore dalla testa del malcapitato, è un tulipano anch’esso riconducibile a simbolo della follia, secondo antiche espressioni.

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Franz Kafka – Il Castello

Kafka F., Il Castello, Einaudi, 2007

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Chissà quali pensieri e speranze animavano l’agrimensore K. quando giunse nel misterioso villaggio dominato dal Castello. Vi avrebbe trovato un posto sicuro, un buon posto, chiamato direttamente dal Conte. Avrebbe esercitato la sua professione, sarebbe stato sicuramente soddisfatto. Anche felice, forse. Ma di certo non si aspettava che per iniziare il suo lavoro avrebbe dovuto affrontare un tortuoso e complesso percorso, ostacolato da funzionari burocrati che avrebbe guidato l’intero corso degli eventi.

Capolavoro di Franz Kafka, il Castello è un’opera inquietante ed enigmatica, che trova nella sua incompiutezza un ulteriore elemento di ermeticità. La vita dell’agrimensore K. viene trascinata da complessi ed interminabili iter burocratici, deviando dal normale corso degli eventi. Una città fredda ed inospitale, disciplinata da rigidi meccanismi, spesso privi di buon senso, governati da una inarrivabile casta, da dietro le mura del Castello.

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Paul Valéry, poeta matematico

 “Spero che le mie poesie abbiano la solidità di alcune pagine di algebra”
Paul Valéry

Matematica e Poesia, due mondi agli antipodi ma intimamente legati dalla comune necessità di perseguire valori e principi assoluti. Entrambi sono animati da un grande sforzo di astrazione, per rappresentare e comprendere l’uomo e il mondo, superando i limiti del finito.

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Trilussa: all’ombra

Mentre me leggo er solito giornale spaparacchiato all’ombra d’un pajaro, vedo un porco e je dico: – Addio, majale! vedo un ciuccio e je dico: – Addio, somaro! Forse ‘ste bestie nun me capiranno, ma provo armeno la soddisfazzione de poté dì le cose come stanno senza paura de finì in priggione”.

Arguto e pungente osservatore dei vizi e delle virtù dell’uomo, Carlo Alberto Salustri, meglio conosciuto come Trilussa, attraverso le sue celebri poesie ha saputo coniugare la saggezza di Esopo e lo sferzante realismo del Belli, regalandoci una satira intelligente e ironica di una borghesia romana (e italiana) sorniona e conformista.

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In nome del Popolo Italiano

Una spiaggia coperta dai rifiuti, un mare torbido.

L’integerrimo giudice istruttore Bonifazi e l’industriale Santenocito, sospetto omicida, si siedono su un tronco di albero. Il cielo è grigio e inizia a piovere. All’ennesimo tentativo da parte dell’industriale di blandire il giudice istruttore la conversazione si interrompe.

La scena del capolavoro di Dino Risi, magistralmente interpretato da Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman si rivela attuale e graffiante quanto mai.

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Santa Maria di Leuca

A volte i luoghi che osserviamo, non ci appaiono così come sono, ma per quello che vi leggiamo con la mente.

Così ho sempre visitato volentieri Santa Maria di Leuca. Non per la sua particolare bellezza – vi sono posti nel Salento probabilmente migliori – ma per quel senso di spazio assoluto e definitivo che si respira nei pressi del faro, che tanto mi ricorda la geometria suggestiva ed enigmatica di De Chirico.

    

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Hermann Hesse – Il gioco delle perle di vetro

Hesse H., Il Gioco delle Perle di Vetro, Mondadori

Il Gioco delle Perle di Vetro è un romanzo difficile. Tuttavia è tra quelli che maggiormente hanno contribuito al conferimento del premio Nobel, nel 1946, all’autore Hermann Hesse.

In un futuro immaginario, idealmente consecutivo al medioevo surreale di “Narciso e Boccadoro” ed al presente tormentato del “Lupo della Steppa”, la società si avvale di una casta di monaci illuminati, intellettuali e studiosi. Il romanzo ripercorre la parabola della vita di Josef Knecht, Magister Ludi, maestro nel gioco delle perle di vetro.

Ma in cosa consiste il gioco delle perle di vetro?

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