Bevagna

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La storia di Bevagna sembra assai lontana dalla mite tranquillità che pervade il borgo. L’elegante architettura medievale cela antiche dispute, conflitti e giochi di potere, “affidandone il ricordo alla dura pietra”.

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Piazza Silvestri, cuore del paese, risale al medioevo, per l’esattezza al XII secolo, epoca dei comuni. Ma le origini sono ben più antiche.
Tracce di insediamenti nell’età del ferro, poi gli etruschi, ai quali probabilmente si deve il nome di Mevania e quindi i romani che ne plasmarono l’assetto urbanistico nel I secolo d.C., quando Mevania divenne un municipio importante, per la sua posizione strategica lungo la Flaminia.

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Monteriggioni di torri si corona

Come le torri di Monteriggioni tra la nebbia, così Dante, discendendo nel nono Cerchio, scorge i giganti che cingono il pozzo:

“come quando la nebbia si dissipa,
lo sguardo a poco a poco raffigura
ciò che che cela il vapor che l’aere stipa,
cosi forando l’aura grossa e scura,
più e più appressando ver la sponda,
fuggiemi errore e crescemi paura:
però che come sulla cerchia tonda
Monteriggion di torri si corona,
cosi ‘n la proda che ‘l pozzo circonda
torreggiavano di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove ancora quando tona”

(Dante Alighieri, Inferno Canto XXXI, vv. 40-45)

Le torri, imponenti come nella vivida descrizione del Poeta, sembrano quasi aver preservato il corso del tempo su questo piccolo borgo a pochi chilometri da Siena.

Strategico avamposto senese contro i fiorentini, risalente al XIII secolo, Monteriggioni è tutt’oggi un posto meraviglioso che conserva un autentico fascino medioevale.

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L’interno del borgo ruota intorno all’antica pieve di Santa Maria Assunta, costruita nel 1219 in stile romanico e gotico. Ogni anno, a luglio, nella piazza antistante si rievocano usi e costumi in una suggestiva festa medioevale (informazioni su: http://www.monteriggionimedievale.com/).

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San Casciano dei Bagni

Arroccato su un dolce rilievo, nelle propaggini meridionali della provincia di Siena, San Casciano deve la sua storia ai “bagni”, ossia alle acque termali che tutt’oggi ritroviamo poco più in basso a valle, raccolte in grandi vasche di pietra. 

Il paese è antico, tanto che le prime testimonianze scritte di un certo luogo detto “San Cassiano” risalgono al XI secolo, ma il castello che ne caratterizza il profilo è moderno: è stato edificato solo nel XX secolo. E sono le mura del castello e la torre a precedere l’accoglienza nell’ampio piazzale con una magnifica terrazza sulla valle sottostante, dalla quale il panorama è così suggestivo da sembrare irreale:

Successivamente, valicata la porta di accesso, si percorre un tragitto quasi circolare che guida davanti all’Insigne Collegiata di San Leonardo, fino al Palazzo Comunale, passando per la chiesa di Sant’Antonio.

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Cascata delle Marmore

“Una valle d’oscure selve e tra le selve un fiume, che per gran sassi rumereggia e cade.”
Virgilio, Eneide

“…ma sul margine, da una parte all’altra, sotto lo scintillante mattino, posa un’iride tra gli infernali gorghi, simile alla Speranza presso un letto di morte, e, inconsunta nelle sue fisse tinte, mentre tutto là attorno è dilaniato dalle acque infuriate, innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l’orrore della scena, l’Amore che sorveglia la Follia con immutabile aspetto.”
Lord Byron

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Bonifacio: roccaforte del vento

Vi sono città predestinate, il cui destino è scritto già nel luogo che occupano.

Così Bonifacio, in Corsica, era già roccaforte e bastione, prima che vi si insiediassero i primi abitanti molti millenni orsono, prima che i greci, i romani e poi i pirati saraceni vi trovassero approdo e rifugio. Prima ancora che fosse terra di conquista dei pisani, dei genovesi, dei turchi, dei francesi…

Da sempre conteso come avamposto strategico nel Mediterraneo, questo borgo a picco sul mare cela un piccolo porto chiuso in un fiordo profondo. E fu proprio la dominazione genovese che iniziò, seppur con fasi alterne, nel IX secolo d.C., a lasciar la traccia più indelebile: un dialetto locale del tutto simile al ligure.

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Riserva dello Zingaro: Tonnarella dell’Uzzo

Vi è un luogo unico in Sicilia, dove la Natura incontaminata offre uno spettacolo senza confronto: la Riserva naturale dello Zingaro.

La Riserva Naturale copre circa 1650 ettari lungo 7 kilometri di costa nella penisola di San Vito lo Capo, sul Golfo di Castellammare, accessibili solo attraverso piccoli sentieri, alti verso l’interno o lungo la costa, dai quali è possibile scendere in meravigliose calette. L’accesso da nord conduce verso Tonnarella dell’Uzzo.

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Santa Maria di Leuca

A volte i luoghi che osserviamo, non ci appaiono così come sono, ma per quello che vi leggiamo con la mente.

Così ho sempre visitato volentieri Santa Maria di Leuca. Non per la sua particolare bellezza – vi sono posti nel Salento probabilmente migliori – ma per quel senso di spazio assoluto e definitivo che si respira nei pressi del faro, che tanto mi ricorda la geometria suggestiva ed enigmatica di De Chirico.

    

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