11 Settembre 2001. Riflessioni.

Dove eravate voi, quel giorno?

A distanza di 8 anni il dibattito sull’11 Settembre è ancora acceso. E da quel giorno, gli Stati Uniti e forse il mondo intero è un po’ cambiato.

Lo sgomento e quel velo di insicurezza che ha segnato tutti noi da quel giorno, trovano espressione nella ferrea volontà di capire, comprendere, rispondere a tutti le domande che possano motivare e, soprattutto, giustificare quanto accaduto. Domande che non troveranno mai una risposta esauriente, nulla di abbastanza accettabile che possa giustificare un evento così drammatico e feroce.

Nei media si snoda un fitto reticolato di informazioni, documenti, dichiarazioni, perizie tecniche e testimonianze. Si arriva anche a teorie ed ipotesi più o meno fantasiose e credibili.

Un antico criterio noto come “Rasoio di Occam”, suggerisce: “in mancanza di ulteriori informazioni, la soluzione vera è la più semplice”. D’altra parte citando il senatore Giulio Andreotti: “a pensar male si fa peccato, ma ci si indovina quasi sempre”.

Ma veniamo al dunque: cerchiamo di ragionare in linea generale su due piste, la teoria “ufficiali” e l’ipotesi di complotto e, come in un indagine che si rispetti, cerchiamo di capire il movente.

1. “Versione Complottista”: Gli USA sono il mandante degli attentati, utilizzando in maniera strumentale gli integralisti islamici, pilotando gli incedenti al WTC e al pentagono. Obiettivo: giustificare azioni militari volte allo sviluppo e al rafforzamento del controllo dell’industria petrolifera o di altri interessi personali o di lobby.
Come non citare il video “confronting the evidence” prodotto e distribuito dal miliardario Jimmy Walter e tutta una lunga lista di siti e video di controinformazione. In italia è stato realizzato il film “Zero – Inchiesta sull’11 settembre” e troviamo ampia documentazione suLuogo Comune, sito degli autori del film “Inganno Globale”.

2. “Versione ufficiale”: Gli integralisti islamici organizzati attraverso una rete di gruppi eversivi, pianificano ed effettuano un attacco terroristico contro gli USA, quale principale nemico ideologico ed economico.
Come non menzionare il capillare lavoro del bravo Paolo Attivissimo e il suo blog o di Enrico Manieri (qui).

Partiamo dall’ipotesi 1. Alcuni elementi non convincono, elementi di carattere macroscopico e di contesto.
Infatti il rapporto costo/beneficio dell’operazione non è assolutamente vantaggioso o quantomeno, avrebbe potuto essere molto inferiore: sarebbe stato sufficiente, ad esempio 1 solo dirottamento e non un azione così plateale o anche un pretesto minore, come lo fu la difesa del Quwait in occasione della Guerra del Golfo.

Veniamo all’ipotesi 2. Anche qui alcuni aspetti non convincono, elementi di carattere microscopico e particolari. In linea di principio è successo quanto già accaduto in altri contesti (es.: stazione di Madrid), prima o dopo l’11 settembre, ma alcuni elementi di dettaglio, sono ascrivibili come strane coincidenze e in tal senso lasciano ipotizzare che l’evento “attentato” sia pertanto falso e solo una messa in scena.

Attraverso questa semplice diesamina mi permetto già di attribuire comunque una maggior rilevanza all’ipotesi “ufficiale”: il contesto, gli obiettivi e lo scenario sono assolutamente convincenti e schiaccianti, piuttosto che la falsificazione dell’intera realtà dei fatti a partire da un dettaglio, quale ad esempio la presunta somiglianza del crollo con le esplosioni controllate (ma quante volte si sono visti esplodere e collassare grattaceli di quella portata o altri fenomeni del genere? E con quanta certezza sono descrivibili, modellizzabili e ripetibili?).
Inoltre nelle ipotesi “complottiste” (diverse e non sempre convergenti) manca una coerenza tra intenti, obiettivi e mandanti, cosa non da poco per un evento di tale portata.

Concludo qui questa breve riflessione sul tema, sperando di aver indotto a riflettere e aver stimolato la curiosità a chi ha avuto la pazienza di leggere fino in fondo. Spero altresì possa valere come contributo, seppur modesto, al lodevole e pregiato lavoro di chi sente il dovere di far emergere la verità.

Ricordando Einstein: “The important thing is not to stop questioning; curiosity has its own reason for existing”.

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3 risposte a 11 Settembre 2001. Riflessioni.

  1. kususe ha detto:

    Pur considerando la prima ipotesi, la seconda mi sembra più plausibile, anche in concomitanza con ciò che conosco.
    Gli Americani avranno si una grossa fame di potere, ma arrivare a danneggiare se stessi per ricavare enormi benefici, mi sembra, oltre che irrazionale, anche grottesco.
    C’è da dire però, che, come la pensano alcuni, il piano Marshall non fu ideato/attuato per spirito di solidarietà unica, ma si valutarono i ritorni economici e politici che avrebbe portato quando tutto era finito. Sappiamo della crisi del 29. Eppure L’America si impegnò per il bene dell’Europa. E sotto certi versi si vedono i ritorni oggi. Non ci sarebbe dunque da stupirsi se l’ipotesi 1 fosse vera, anche alla luce di quanto appena detto.

    Un’ultimo concetto a cui tengo molto: la globalizzazione, con tutto ciò che di buono ha portato, ha raggiunto il suo male maggiore proprio l’11 settembre.Perchè, a causa della massiccia presenza di questa superpotenza nell’economia mondiale, qualche qualcuno si è sentito attaccato, e ha reagito, anche lui, irrazionalmente. Rifugiandosi in falsi miti e beceri integralismi.

  2. Riflessioni Urbane ha detto:

    Condivido la lucidità e il garbo con cui viene argomentata la questione.

    Chi scrive è più incline (soprattutto per istinto e non solo per ragionamento) a non credere alla “versione ufficiale”, ma apprezza di trovare in Rete ancora qualcuno che sappia argomentare e non urlare nell’esprimere una sua opinione.

    ciao
    Salvatore

    • Michelangelo ha detto:

      Salvatore, ti ringrazio davvero per il tuo apprezzamento.
      E’ sempre più difficile trovare un confronto dialettico basato su argomentazioni oggettive, senza necessariamente alzare i toni.

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