M. C. Escher e il paradosso di Russell

“E’ stato confrontandomi con gli enigmi che ci circondano e considerando e analizzando le osservazioni da me fatte, che sono giunto alla matematica. Sebbene mi si possa davvero considerare digiuno di esperienza e consuetudine con le scienze esatte, spesso mi sembra di avere molte più cose in comune con i matematici che con i miei discepoli artisti”.

escher_gallery
Mauritius Cornelius Escher – Print Gallery

Possiamo comprendere il mondo nella sua totalità quando noi stessi ne siamo parte? Come potremmo essere osservati ed osservatori?

Il messaggio di quest’opera di Mauritius Cornelius Escher è chiaro: un uomo osserva il dipinto di un porto, il mare, una barca e la città con una galleria di quadri in cui un uomo osserva il dipinto di un porto…

Incontriamo così l’infinito ciclico, di difficile comprensione che trova la forza nel punto centrale del quadro, dove convergono tutte le linee di fuga deformate. Un punto di discontinuità, in cui l’artista ha posto la sua firma, identificandosi come fulcro intellettuale dell’opera.

un punto che in matematica si definisce singolarità. Ovvero un punto il cui valore o aspetto varia in funzione di come ci si riconduce ad esso: ad esempio, entrando dalla parte del quadro immagineremmo che questo punto sia ancora parte della cornice, mentre arrivando dalla parte delle case, si ricondurrebbe tale punto alla tettoia della galleria che contiene il quadro.

La cosa più sorprendente è che ritroviamo celata dietro questa singolarità, le stesse peculiarità logiche del paradosso di Russell, anche in questo caso ci troviamo di fronte davanti ad una posizione indecidibile, problema che sarà anticamera dell’Incompletezza dimostrata da Godel, che non sembra lasciar scampo a quanto ci eravamo domandati: non possiamo comprendere il mondo nella sua totalità, proprio perchè ne siamo parte.

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6 risposte a M. C. Escher e il paradosso di Russell

  1. gunther ha detto:

    questo post mi piace molto, non so però se non possiamo comprendere il mondo della sua totalità perchè ne facciamo parte, questa affermazione mi fa molto riflettere, grazie

  2. Anna righeblu ha detto:

    Mi interessa molto Escher, non ricordo tutte le sue opere ma “mani che disegnano” e “giorno e notte” “cielo e acqua” sono tra le mie preferite.
    Ma, se ripenso al paradosso di Russell, mi viene la cefalea…
    Ciao, a presto

  3. FrancescaV ha detto:

    vero, è il problema anche della fisica quantistica. Escher è unico, vidi a Roma qualche anno fa una mostra dedicata ai suoi disegni: vederli dal vivo è una vera emozione. Distinguere i tratti della matita e riavvicinarsi ad immagine viste spesso in giro con un occhio vergine ti fa capire che le stai vedendo veramente per la prima volta in quel momento.

  4. annarita ha detto:

    Interessante, Miche. Se permetti lo riporto su Matem@ticaMente, appena ho un attimo.

    Baci
    annarita

  5. […] l’enigmatico osservatore, che abbiamo già incontrato, nella Print Gallery di M.C. Escher, restiamo inermi e ammutoliti spettatori di una realtà che non riusciremo mai a comprendere nella […]

  6. pupo ha detto:

    Notizia clamorosa: E’ stato trovato in Avellino un
    INEDITO QUADRO di M.C. ESCHER 1898-972 NL
    raffigurante NESSIE il mostro di Loch Ness che emerge dalle acque sulle note di un flauto suonato dall’Uomo Nero senza Volto.
    Opera datata 18.01.1949.-

    Youtube : Nessie Escher
    Internet: irpinianews escher

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