Italo Calvino – Racconti: la Pecora Nera

Calvino I., Prima che tu dica «Pronto», Mondadori 

prima-che-dica-pronto

“C’era un paese dove erano tutti ladri”.

Nelle prime parole del geniale racconto “la Pecora Nera”, Italo Calvino sembra fare eco agli esercizi di logica dei filosofi greci, richiamando in particolare il famoso paradosso di Epimenide di Creta (VI secolo a.C.): “Tutti i cretesi sono bugiardi”.

E proprio sulla base di criteri logici, che chiaramente semplificano la complessità dei rapporti umani e della società, Calvino arriva a conclusioni quanto mai argute e attuali su temi come la giustizia sociale e la distribuzione delle risorse.

“La pecora nera” è pubblicato nella raccolta “Prima che tu dica dica «Pronto»”, edita da Mondadori. Di seguito una breve sintesi del racconto, sconsigliata a chi vorrà leggerlo direttamente dalle pagine dell’autore…

Nel paese dove tutti erano ladri, ogni notte ciascuno lasciava la propria casa per svaligiarne un’altra, incustodita, ossia quella di un ladro impegnato nella stessa impresa.
Non esisteva il commercio, ma il sistema era in equilibrio: tutti avevano di che vivere, rubandolo al prossimo.
Un giorno però, venne un uomo onesto. Lui la sera rimaneva in casa, così, ogni notte una famiglia restava a mani vuote trovando la sua casa occupata. Per spirito di benevolenza si decise a non turbare il sistema ed ogni notte l’uomo onesto iniziò ad uscire e andare al ponte sul fiume. La sua casa fu così svaligiata, ma lui, che era onesto non rubò nulla a nessuno.
Nacque così uno squilibrio: in poco tempo l’uomo onesto divenne povero e poichè lui non derubava nessuno, alcuni divennero ricchi.
Poichè i ricchi non sentirono più il bisogno di rubare anche loro la notte si recarono al ponte con l’uomo onesto. Il risultato fu che si crearono così altri poveri e altri ricchi.
I ricchi, per non perdere i propri averi, decisero allora di pagare i poveri perchè difendessero i loro averi e andassero a rubare per conto loro. Si stipularono contratti, nacque la polizia e le carceri.
In poco tempo “non si parlava più di rubare o di essere derubati, ma solo di ricchie e di poveri; eppure erano tutti ladri. Di onesto c’era stato solo quel tale, ed era morto subito, di fame.

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3 risposte a Italo Calvino – Racconti: la Pecora Nera

  1. Lorenzo ha detto:

    Caro Michelangelo, innanzitutto complimenti per questo spazio, curato molto bene. Ti scrivo perché vorrei un consiglio per la tesina che sto iniziando a scrivere in vista dell’esame di maturità. Ero interessato a sviluppare il tema del paradosso, partendo da situazioni (in letteratura) nelle quali l’uomo tentando di dare una spiegazione e un ordine alla realtà è arrivato a conclusioni paradossali. Ero interessato a collegarci un brano di Calvino, e vedendo che conosci bene l’autore avendoci dedicato diversi post, volevo chiederti se oltre a questo racconto potessi segnalarmene se possibile altri. Grazie anticipatamente. Lorenzo

  2. Michelangelo ha detto:

    Ciao Lorenzo, nell’opera di Calvino vi sono numerosi spunti per trattare il paradosso, soprattutto in una accezione allargata che tende al surreale. Ad esempio è paradossale “Se una notte d’inverno un viaggiatore…” dove il romanzo è meta-romanzo ed il lettore si ritrova paradossalmente, appunto, protagonista del libro stesso.

  3. Armando ha detto:

    Salve Michelangelo!
    Sto preparando una piccola tesina sulla raccolta di racconti dal titolo “Prima che tu dica “Pronto”.
    Come ben sapete e suddivisa in due periodi.
    Come vedete voi Calvino in questi due periodi, com’è cambiato il suo stile?
    Il vostro aiuto mi servirebbe molto.
    Grazie. Armando.

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