“L’attesa”: un racconto olfattivo…

L’attesa” è un breve racconto ispirato da un profumo.

Sono stato gentilmente invitato dalla nota maison Hermès a partecipare ad un piccolo concorso letterario, un gioco, dove esprimere attraverso le parole emozioni, sensazioni ed immagini suscitate da una loro fragranza.

Il racconto dunque, ne ripercorre idealmente un’ipotetica parabola olfattiva o, quantomeno, questo è quello che mi ha inspirato.

Se vi piace, non esitate a votarmi su Terre d’Hermès!


L’attesa

Un filo d’aria sfuggì al silenzio della notte, facendo sussultare il leggero tendaggio di lino stropicciato. Portò con sé la freschezza dell’agrumeto, trascinando stanco e svogliato alcune foglie secche sul pavimento.

Francois si avvicinò e le raccolse. Le osservò, sbriciolando quei piccoli frammenti che tornavano terra e polvere, sfuggendogli dal palmo della mano. L’autunno era ormai imminente.

L’ultimo viaggio in oriente si era prolungato più del solito ed i ricordi ancora vividi. Ripensò ai colori vivaci, schiudendo le sue scatole intagliate di legno di cedro. Erano ancora impregnate dell’odore delle spezie con cui erano tornate colme: cannella, cardamomo, curcuma e qualche baccello di vaniglia che ancora gli era rimasto.

Difficile vivere a metà tra due terre. Ma era felice di aver ritrovato le piccole cose che aveva lasciato. Le sue cose, nella sua terra.

Ingannò il tempo con un thè, nero come i suoi occhi, e scivolò sulla sedia davanti le braci ormai tenui. Fu rassegnazione o forse la consueta rapidità degli ultimi attimi di attesa. Il tempo necessario, per sfogliare il libro, e leggere quanto di più importante: “l’essenziale è invisibile agli occhi”. E nel buio della notte, molte cose furono chiare.

Chiuse gli occhi Francois. ascoltò il silenzio, a lungo. Poi li riaprì.

Finalmente.

Uscì fuori, correndo incontro a chissà chi o che cosa, verso la scogliera. L’aria frizzante e cristallina andava schiarendosi sopra la linea dell’orizzonte. Fragranze mattutine abbracciavano il suo incedere, mentre fragili steli levavano il capo. Era lei, l’alba.

Poco più là, al largo della scogliera, giunse la nave. A bordo qualcuno gridò: “Terra! Terraaa!”.“Finalmente, finalmente…” pensò lei, riconoscendo i profumi della sua terra.

E da quel giorno le loro vite, non furono più le stesse.

7 risposte a “L’attesa”: un racconto olfattivo…

  1. Complimenti, un racconto suggestivo e aromatico! Votato!

  2. nunzy conti scrive:

    “L’essenziale è invisibile agli occhi”
    titola il mio blog…
    come potevo non votarti!!!
    ***però mi hai lasciato con l’attesa di un dopo di cui ho respirato solo il profumo.. 😉 ***
    a presto

  3. Ross scrive:

    Molto bello e ben scritto.

  4. Ti posso invitare alla mia raccolta dei menù per l’afternoon tea? a presto

  5. Mi è piaciuta l’idea dello sviluppo del racconto sul senso dell’olfatto: mondi delicati a cui spesso non prestiamo attenzione
    votato

  6. Michelangelo scrive:

    @twostella: grazie per il voto! e invitami pure, partecipo volentieri al tuo afternoon english tea!

    @Nunzy: una seconda parte? chissà…

    @Ross: Grazie!

    @Fabrizio: in effetti è stato un gioco originale e, una volta tanto, non banale.

  7. frontespizio scrive:

    Caro Michelangelo, l’ho letto, mi è piaciuto assai per la sua leggerezza e lìho votato senza nessuna difficoltà
    Ciao e in bocca al lupo. Michele.

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