Il segreto del Giudizio Universale di Michelangelo

Facciamo un quiz. Riconoscete quest’opera?

Sicuramente sì. Eppure pochi sanno che l’autore, Michelangelo, vi lasciò una firma molto particolare che per secoli non è stata notata da nessuno. E a torto o ragione, non ne parlano nemmeno i testi di storia dell’arte.

Cliccate sulla prossima immagine e scoprirete di cosa si tratta…

Incredibile vero? Evidenziando alcuni gruppi che compongono l’opera si delinea il profilo di Michelangelo, in maniera piuttosto netta e, soprattutto sorprendentemente uguale a quello di alcune incisioni coeve, che ritraggono il maestro di profilo, tra cui quella in figura eseguita da Niccolò Beatrizet (detto Beatricetto).

L’intuizione è di un’artista-incisore contemporaneo, Giancarlo Iacomucci in arte Litofino. Le sue argomentazioni, sono convincenti. Come sempre, i limiti dell’interpretazione si trascinano dietro alcuni dubbi, ma di sicuro confermano la grandiosità di un’artista e di un’opera, che forse anche voi osserverete in modo diverso…

Annunci

17 Responses to Il segreto del Giudizio Universale di Michelangelo

  1. caravaggio ha detto:

    grazie grazissime buon ponte

  2. campodifragole ha detto:

    Ciao Michelangelo! Grazie per la tua visita!
    Ma sai che e’ proprio interessante questa osservazione! Hai ragione guarderemo quest’opera un po’ diversamente adesso….
    Daniela

  3. frontespizio ha detto:

    Come spesso accade, sei prezioso!!
    Non sapevo e questo mi piace assai!!!!
    Michele

  4. giovanna ha detto:

    ehi…tra Michelangeli e Caravaggi…:-)
    Interessantissimo.
    Le opere d’arte possono già apparirci magnifiche, ci riempiono gli occhi…, ma quanti segreti nascondono!
    grazie Miche!

  5. Anna righeblu ha detto:

    Sei una fonte inesauribile di conoscenza!
    Grazie!

  6. Michelangelo ha detto:

    @marcella: buon ponte anche a te!

    @daniela: sì, visito spesso il tuo blog, anche se commento poco…resto incantato a guardare i prodigi culinari!

    @Michele: visto? eppure era lì sotto gli occhi di tutti…

    @giovanna: eh sì, le opere d’arte sono tali quando non ci si stanca mai di contemplarle

    @Anna: e scusa, dopo le madeleines, dovevo riconquistare la scena! 😛

  7. lealidellafarfalla ha detto:

    Sono insuperabili questi geni

  8. arwen_h ha detto:

    prima di cliccare su “continua” ho guardato bene l’ensemble dell’opera .. ho visto una faccia cattiva.
    le due parti in alto sono gli occhi, al centro gesu e’ il naso, e lo spazio centrale un ghigno malefico….

  9. Michelangelo ha detto:

    @Fabrizio: pare proprio di sì…

    @Arwen: ho provato a seguire la tua descrizione: ritovo gli occhi nei gruppi ellittici simmetrici, fatico a ritrovare il naso e non ho proprio la fantasia per vedere il ghigno. Peraltro non riesco a capire se ti riferisci alla superficie dello sfondo o alla forma dei gruppi di personaggi.
    Nella pittura cinquecentesca – vedi Arcimboldi – prevale quest’ultima opzione.

  10. orsobubu ha detto:

    impressionante…

    cecilia dice che non può essere…

  11. Michelangelo ha detto:

    Ciao Bruno, mi fa piacere la tua visita!

    Incredibile vero? La cosa più interessante è riconoscere tale profilo dal vivo, proprio nella cappella Sistina.

    per Cecilia, qui ci sono alcune argomentazioni molto convincenti…

  12. annarita ha detto:

    Sì, sì! Mi sembra di intravvedere il ghigno cui fa riferimento arwen_h!

    Affascinante l’intuizione di Iacomucci. Voglio approfondire l’argomento.

    I capolavori sono fonte inesauribile di sorprese!

    Grazie Michelangelo, passare da te è sempre un’emozione:)

    Nel precedente commento, ho dimenticato di dirti che ho fatto un salto a “A Casa Tu Martinu”, a Taviano.

    Ti ricorda qualcosa?

    Bacioni!

  13. gaetano barbella ha detto:

    Michelangelo, colgo l’occasione per aprire una parentesi su questo caso a commento in cui è abbastanza palese che si tratta di un sorta di firma dell’autore. Tuttavia cose del genere, che rientrano nel fenomeno dell’illusione, spesso, non mancano di adombrare le arti figurative nel Rinascimento, lasciando trapelare esempi di immagini a volte ambigue, ingannatrici, nelle quali non tutto è solo come appare.
    In materia delle artefazioni in questione, vale l’esempio classico di Leonardo da Vinci. Egli si dimostra un acuto conoscitore dei fenomeni ottici, tant’è che avrebbe inserito nei suoi dipinti immagini nascoste negli sfondi o nei drappeggi. Ma è una cosa che egli stesso ce lo fa intendere attraverso il suo “Trattato della pittura” che riporto di seguito.

    «Precetti del pittore:
    Quello non sarà universale che non ama egualmente tutte le cose che si contengono nella pittura; come se uno non gli piace i paesi, esso stima quelli esser cosa di breve e semplice investigazione, come disse il nostro Botticella, che tale studio era vano, perché col solo gettare di una spugna piena di diversi colori in un muro, essa lascia in esso muro una macchia, dove si vede un bel paese. Egli è ben vero che in tale macchia si vedono varie invenzioni di ciò che l’uomo vuole cercare in quella, cioè teste d’uomini, diversi animali, battaglie, scogli, mari, nuvoli e boschi ed altre simili cose; e fa come il suono delle campane, nelle quali si può intendere quel dire quel che a te pare. Ma ancora ch’esse macchie ti dieno invenzione, esse non t’insegnano finire nessun particolare. E questo tal pittore fece tristissimi paesi. …».

    «Modo d’aumentare e destare l’ingegno a varie invenzioni:
    Non resterò di mettere fra questi precetti una nuova invenzione di speculazione, la quale, benché paia piccola e quasi degna di riso, nondimeno è di grande utilità a destare l’ingegno a varie invenzioni. E questa è se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o in pietre di vari misti. Se avrai a invenzionare qualche sito, potrai lì vedere similitudini di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure grandi, valli e colli in diversi modi; ancora vi potrai vedere diverso battaglie ed atti pronti di figure strane, arie di volti ed abiti ed infinite cose, le quali tu potrai ridurre in integra e buona forma; che interviene in simili muri e misti, come del suono delle campane, che ne’ loro tocchi vi troverai ogni nome e vocabolo che tu t’immaginerai.
    Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ricorda che non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie, de’ muri, o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, ne’ quali, se ben saranno da te considerati, tu troverai invenzioni mirabilissime, che destano l’ingegno del pittore a nuove invenzioni sì di componimenti di battaglie, d’animali, e d’uomini, come di vari componimenti di paesi e di cose mostruose, come di diavoli e simili cose, perché saranno causa di farti onore; perché nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni. Ma fa prima di sapere ben fare tutto le membra di quelle cose che vuoi figurare, così le membra degli animali come le membra de’ paesi, cioè sassi, piante e simili …».
    Cari saluti, Gaetano

  14. Michelangelo ha detto:

    Annarita, l’intervento di Gaetano è un’ottima risposta al tuo commento.

    I brani riportati infatti, ci evidenziano due aspetti interessanti, già noti nel Cinquecento. Da una parte la consapevolezza che il cervello umano tende a dare una forma e un’interpretazione più o meno fantasiosa ad ogni macchia di colore, dall’altra che questo aspetto sia anche oggetto di attenzione artistica e di quel gusto bivalente della rappresentazione che con Arcimboldi troverà esemplari virtuosismi.

    Fammi sapere che ne pensi de la “casa tu Martinu”!

  15. lorenzaccius ha detto:

    Sicuramente interessante ma non sono pochi i dubbi.

    1)Bisognerebbe dimostrare che quella immagine era la più “riconoscibile” come immagine ufficiale di Michelangelo, cosa che non risulta , il ritratto più diffuso quando ancora era in vita è quello che si trova in diverse versioni in Casa Buonarroti che lo ritrae di tre quarti riprodotto da molti artisti come jacopino del Conte e Giuliano Bugiardini……

    2) conoscendo la psicologia di Michelangelo mi pare improbabile che abbia voluto inserire la sua immagine .

    3) infatti nella rivista art-dossier (non ricordo il numero) fu pubblicato un articolo con uno studio che con un metodo simile scurendo la parte di pittura che rappresenta il cielo otteneva l’immagine nascosta del Volto Santo di Lucca

    Come a dire ci si può vedere un po’ di tutto, basta volerlo.

  16. Michelangelo ha detto:

    @Lorenzaccius: buona argomentazione e, fondamentalmente sono d’accordo: l’occhio umano tende a vedere quello che vuole il cervello.

    In ogni modo – per tutta una serie di motivi non riportati – la tesi di Iacomucci sembra convincente, pur con il beneficio del dubbio.

    D’altra parte i motivi 1) e 2) che menzioni non sarebbero comunque condizioni sufficiente per dimostrare il contrario.

  17. Ciao Michelangelo,

    grazie per aver parlato della mia scoperta e scusa del ritardo con cui ti scrivo!!
    Volevo informarti che terrò una conferenza sulla scoperta venerdì 17 aprile ore 17,15 alla Biblioteca di Cerveteri. Chi fosse interessato può venire e fare domande!!

    Grazie ancora

    Giancarlo Iacomucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: