Conosco delle barche…

Talvolta è nella poesia che ritroviamo un’analisi accurata delle nostre debolezze o della nostra tenacia, di come è facile perdere la rotta e di quanto coraggio ci vuole per affrontare l’oceano della vita.

2008_sailing-1.jpg

E pochi semplici versi di Jacques Brel, ci permettono, per un momento, di soffermarci e guardare il mondo con occhi diversi…

Conosco delle Barche

Conosco delle barche che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.

Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.

Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.

Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.

Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.

Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.

Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.

Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.

Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

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27 risposte a Conosco delle barche…

  1. Anna ha detto:

    Non la conoscevo; è molto densa di significati e per ciascuno può indicare, metaforicamente, i momenti di crescita personale o i diversi modi di affrontare l’oceano della vita.
    Tornerò a leggerla con maggiore attenzione

  2. diariodicucina ha detto:

    La paura del mondo, di sbagliare o delle conseguenze dell’errore commesso possono immobilizzare alcuni di noi. Ne conosco qualcuno…
    Paola

  3. stella di sale ha detto:

    ma che bel blog, e quante cose da leggere…

  4. frontespizio ha detto:

    Stupenda. E’ una delle mie preferite.
    Grazie a te.
    Michele

  5. abend6 ha detto:

    Cantautore, poeta, malinconico musicista che ha cantato i porti della nostra vita in modo forte e discreto.
    Bella scelta.
    Luisa

  6. Michelangelo ha detto:

    @Anna: è vero, è facile riconoscersi in una o più barche, a seconda degli stati di animo e dello spirito con cui affrontiamo la vita.

    @Paola: e invece non bisogna aver paura ad affrontare l’oceano, l’importante è non perdere la rotta e saper tornare in porto al momento giusto.

    @stella di sale: Ma grazie! Allora aspetto i tuoi interventi!

    @Michele, Luisa: sapevo che non vi avrei trovato impreparati! Grazie a voi.

  7. md ha detto:

    Molto bella. Sarà un caso, ma domani pubblicherò un post con due poesie in cui la metafora del mare è centrale… Sintonie via web?

  8. Michelangelo ha detto:

    Mario, forse la rete ci spinge a pensare nello stesso modo?!?! brrr…

  9. lealidellafarfalla ha detto:

    dovrò leggere Brel.
    Un saluto

  10. md ha detto:

    Michelangelo, non preoccuparti, di sintonie si tratta, e di circolazione dell’intelligenza, non di omologazione. Mettici anche una buona dose di casualità, che a me piace parecchio…

  11. Michelangelo ha detto:

    Fabrizio, è stata di ispirazione? Mi fa piacere! Ancora devo trovare il tempo di ascoltare il tuo post con l’intervista a Calvino…

    Mario, è proprio il caso in effetti a favorire lo sviluppo della conoscenza!

  12. Stefano BUSO ha detto:

    La ringrazio per esser passato a farmi visita sul blog e dei complimenti.
    Sb

  13. apolide ha detto:

    Barche come uomini, mare come vita. Bella, Michi.

    ciao

    Apo

  14. Michelangelo ha detto:

    @Stefano Buso: benvenuto su Michelangelo’s Place. Mi auguro che la sezione dedicata al vino possa essere foriera di scambi interessanti!

    @Apolide: Proprio come in Leopardi! (ti ricordi il post del 1° Gennaio… ?)

  15. lealidellafarfalla ha detto:

    si una forte ispirazione. E’ un periodo di impegni anche per me, Calvino se non lo tolgono da you tube hai tutto il tempo

  16. giovanna ha detto:

    la poesia… com’è vera la tua premessa.
    Questa di Brel, magico, dà una scossa dentro….
    non sempre si ha il coraggio di affrontare “l’oceano della vita”
    grazie Michelangelo

  17. emaki81 ha detto:

    Adoro Jacques Brel….
    “Ed arrivò un bambino con le mani in tasca
    ed un oceano verde dietro le spalle
    disse “Vorrei sapere, quanto è grande il verde
    come è bello il mare, quanto dura una stanza
    è troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male “…”

    Ciao!

  18. Michelangelo ha detto:

    ciao Emaki, splendido passaggio, non lo conoscevo…grazie!

  19. apolide ha detto:

    @Michi: quella su Leopardi? Torno appena adesso dall’averla gustata…

    Propongo un ulteriore spunto:
    E il naufragar m’è dolce in questo mare

    ciao
    Apo

  20. Michelangelo ha detto:

    Apo, cosa aggiungere davanti all’infinito (di Leopardi) ? 🙂

  21. simona ha detto:

    Bella e direi anche commovente perche’ in quelle “barche “ho rivisto la vita di molte persone che conosco e anche l mia…talmente bella che l’ho messa nel mio blog che tratta di psicologia!!!
    simona-giulietti.blogspot.com
    ciao!!!!

  22. Michelangelo ha detto:

    @simona: benvenuta. La poesia di brel è densa di significati e chiavi di lettura. In generale è un’ottima spinta ad affrontare il mare della vita con coraggio, ambizione e umiltà.

  23. nunzy conti ha detto:

    Come ti ho appena scritto sul mio blog..
    *** il viaggio continua***

    http://nunzyconti.wordpress.com/2008/04/12/ne-me-quitte-pasnon-mi-lasciare/

  24. simona ha detto:

    ho ancora i brividi…

  25. marika ha detto:

    conoscevo di sfuggita BREL….conoscevo molte sue canzoni…ma le sue poesie sn fantastiche…”Conosco delle barche” l’ho scoperta grz una persona splendida, profonda cm qst poesia, talmente bella e reale, ke inizialmente nn riuscivo a leggerla…
    GRZ SPUMONE…

  26. Carlo ha detto:

    Bellissima poesia, ma erroneamente attribuita a Brel.
    Si tratta di una canzone della cantautrice Mannik (Marie Annick Retif), del 1980. E’ assolutamente in linea con il canto e le liriche di Brel, ma non è lui.
    E’ ancora su youtube:

  27. Federico Maggiore ha detto:

    Ecco un’animazione che ho realizzato in stop-motion per una mia versione fiabesca della canzone di Mannick, in omaggio a Jacques Brel.

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