Hermann Hesse – Narciso e Boccadoro

Hesse H., Narciso e Boccadoro, Mondadori

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Narciso e Boccadoro è un capolavoro assoluto, attraverso il quale Hermann Hesse raggiunge un impareggiabile speculazione filosofica, racchiudendola in un opera comunque fruibile e di ampio respiro.

In un medioevo ideale senza tempo, il romanzo racconta la vicenda di due giovani amici, le cui strade si incrociano e si allontano per poi ritrovarsi di nuovo. Narciso, diligente studioso, da bravo monaco, dedicherà la sua vita con impegno allo studio e all’ascesi cercando la via attraverso la conoscenza e la contemplazione. Boccadoro, dilaniato da vibranti impulsi, vivrà la sua vita da artista vagabondo, attraverso fugaci incontri di luoghi e persone, segni indelebili nella sua memoria in un tormentato rapporto con l’arte.

Come nel Lupo della Steppa, il romanzo si impernia su un dualismo fondamentale, tra la ragione e l’istinto, tra lo spirito ed il corpo, alla ricerca di un senso profondo della vita.

Da una parte vivere “lasciando giocare i propri sensi”, cedendo all’effimero, sapendo di non salvarsi dalla caducità, dall’altra distaccarsi, chiusi nello studio e cercando nella propria opera un viatico verso l’immortalità, ma rinunciando al vero vivere…

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13 pensieri riguardo “Hermann Hesse – Narciso e Boccadoro

  1. Grazie Michelangelo,
    rileggerò H. Hesse!
    io ti regalo:
    “E tutto insieme, tutte le voci,
    tutte le mete, tutti i desideri,
    tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male,
    tutto insieme era il mondo.
    Tutto insieme era il fiume del divenire,
    era la musica della vita.”

    Hermann Hesse – Siddharta

  2. @Luisa: sinceramente quando ho letto Narciso e Boccadoro ho pensato che era IL libro che avrei sempre voluto scrivere.

    @Michele: Ottima puntualizzazione. Grazie

  3. Mhm… Il primo libro importante che ho letto. Avevo 17 anni. Ero felice, sapevo di aver trovato un tesoro, ma mi sentivo anche come chi ha subito uno scacco. Mi ricordo che mi dissi che era troppo presto, e che era ingiusto che una bambina dovesse già portare tutto quel peso. Mi sentivo come divisa in due e cosciente di esserlo.E ho continuato a sentirmi divisa in due per gran parte della mia vita. Attualissimo.

  4. Bianca, grazie per il tuo intervento, vero e condivisibile.
    Attraverso questo post ed il precedente, sul Lupo della Steppa, ho avuto dimostrazione che Hesse è stato per molti fonte di ispirazione giovanile.
    Sicuramente ha il potere di segnare l’animo e la coscienza, caricandola, proprio come scrivi, con un ingombrante quanto irrinunciabile fardello.

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