Giorgio Bassani – Il giardino dei Finzi Contini

Bassani G., Il Giardino dei Finzi-Contini, Mondadori 

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Il giardino del Finzi Contini celebre romanzo di Giorgio Bassani, ci racconta l’ultimo approdo felice della giovinezza, prima di affrontare un salto definitivo, disilluso e senza ritorno, in un esistenza sofferta e segnata da languidi sospiri: ricordi del passato che non ci abbandonano mai…

La narrazione è discreta e garbata, l’atmosfera delicata e rarefatta. La storia si lascia sorseggiare lentamente, assaporando così il suono di ogni singola parola, che descrive con meticolosità ogni piccolo gesto. Affiora così il piacere di un linguaggio curato, con un lessico ricco, ormai quasi desueto, che conserva il fascino e l’eleganza di altri tempi.

Il protagonista narrante ripercorre l’infanzia e la giovinezza trascorsi a Ferrara e la sua amicizia con i Finzi Contini, agiata famiglia d’origine ebraica. Dai primi incontri fugaci nella Sinagoga, ad una successiva frequentazione più assidua, il protagonista diventa amico di Alberto Finzi Contini e si invaghisce della sorella, Micol. La loro amicizia sarà alimentata da una grande complicità, tra ricordi, libri, lunghe passeggiate e quotidiane telefonate.

Con l’affermarsi delle discriminazioni razziali, attraverso il pretesto del tennis, il giardino diventa un luogo di incontro che sempre più si connota come un rifugio, un riparo, il guscio della spensieratezza giovanile. Intanto si fa strada un languido e nostalgico sguardo al passato, a fasti ormai impolverati, che si leggono nei cimeli di famiglia e negli sguardi dei solerti domestici.
Più tardi anche la tesi del protagonista narrante sarà un pretesto per frequentare casa Finzi-Contini, ma intanto Micol sarà sempre più sfuggente: non vuole che la loro amicizia diventi altro.

Allontanamenti ed attese, finchè il tempo e gli eventi non li separerà definitivamente ed il giardino, allora, non sarà più lo stesso.

8 risposte a Giorgio Bassani – Il giardino dei Finzi Contini

  1. moticanus scrive:

    Non si dimentichi, poi, l’omonima pellicola girata da De Sica nel ’70!

  2. Michelangelo scrive:

    Non l’ho visto ma ho letto che vi furono delle discussioni nella stesura della sceneggiatura e Bassani prese le distanze.

  3. frontespizio scrive:

    Quando lessi il libro, con la tragedia imminente mi rimase il fascino dei luoghi descritti, i sentimenti e sopratutto quel senso di precarietà che il mondo resitituva agli uomini.
    Michele

  4. Michelangelo scrive:

    Michele, nel bene e nel male, credo si percepisca una sensibilità di una vita di altri tempi. Che ne pensi?

  5. frontespizio scrive:

    E’ vero. I tempi e le atmosfere che abbiamo potuto conoscere attraverso i racconti di due generazioni che stanno scomparendo definitivamente. Di quella memoria e sensibilità non troviamo le macerie ma la rimozione senza ritorno. Peccato.
    Michele

  6. Fabrizio scrive:

    mi capitò di leggere per la prima volta Bassani con “Gli occhiali d’oro”, tra l’altro grande romanzo breve, piuttosto che non “Il giardino dei Finzi Contini”.
    Era per un esame universitario.
    Poche settimane dopo venni a conoscenza del fatto che buona parte – e sicuramente gli ultimi capitoli – de “Il giardino dei Finzi Contini”, beh, Bassani li scrisse a una manciata di chilometri da dove vivo, in una stanza d’albergo di Santa Marinella.
    Ed ora, ogni volta che passo di fronte a quello spicchio di litorale, beh, mi sembra di veder le parole dipingersi sul mare piatto al tramonto.
    Suggestione, sicuramente.
    Però che bello.

  7. Michelangelo scrive:

    eh sì, che bello…
    è questa l’emozione dell’arte e, dopotutto, scriveva Trilussa:

    C’è un’ape che si posa su un bottone di rosa:
    lo succhia e se ne va…
    Tutto sommato,
    la felicità è una piccola cosa.

  8. Shark scrive:

    questo libro a me proprio nn è piaciuto, troppe riflessioni e pause

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