Hermann Hesse – Il lupo della steppa

 Hesse H., Il lupo della steppa, Mondadori

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Chi, almeno una volta, non si è sentito voce fuori dal coro, parte della società ma allo stesso tempo lontano dagli stereotipi della stessa? Chi non ha ribollito impotente davanti a clichè poco edificanti?

Molti, forse. Soprattutto in questi ultimi tempi, così aberranti e difficili. E’ questa una delle possibili chiavi di lettura, quantomai attuale, del “Lupo della Steppa” celeberrimo romanzo di Hermann Hesse, faro nella letteratura contemporanea.

Un romanzo che affascina, soprattutto i più giovani e tutti quelli che, dopotutto, non si sono ancora arresi, perchè come dirà l’autore: “…la storia del lupo della steppa rappresenta sì una malattia e una crisi, ma non verso la morte, non un tramonto, bensì il contrario: una guarigione“.

Con sottile raffinatezza, Hermann Hesse affronta il confronto con la società borghese. Harry Haller (alter ego dell’autore come suggeriscono le iniziali), è un borghese dissidente che sovente schernisce gli stereotipi sociali pur essendone coinvolto. Si ritrova in stridente contrasto con la società che lo circonda, un mondo che non sente completamente suo.

Si avvicenda in lui un profondo dissidio interiore, che lo porterà a sfiorare il suicidio, per una fuga drammatica dall’insipida e superficiale realtà. Solo, come un lupo nella fredda steppa, affronta sentieri che lo conducono lontano, seguendo i suoi ideali di uomo vivo e le sue pulsioni istintive di lupo.

Di vaga ispirazione romantica, l’eroe si lancia alla ricerca di archetipi assoluti nell’Arte e nella Musica e si abbandona a passioni istintive ed anticonformiste lontane dalle “regole” della sua società. Ma vi è molto di più: il dramma interiore riconduce al difficile rapporto tra Amore e Psiche, all’interrogarsi sul senso della vita, vissuta tra i benefici della razionalità e le emozioni profonde di istinti primordiali. Ordine e caos. 

Sarà dunque fatale l’incontro con Erminia, guida e riferimento (voce femminile di Hermann, dunque anch’essa elemento autobiografico) a mostrare una terza via, la possibilità di apprezzare la vita, nella sua bellezza, dentro e fuori le regole.

Difficile racchiudere in poche righe un’opera di grande potenza che non lascia indifferente il lettore. Inevitabile una immedesimazione nel protagonista, una lettura strettamente personale delle vicende e di temi universali.

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13 Responses to Hermann Hesse – Il lupo della steppa

  1. engelsblick ha detto:

    Letto il libro, e apprezzato, non da ultimo per le risonanze che vi ho trovato in me.
    Il lupo è innanzi tutto lupo di se stesso. La steppa è in primo luogo dentro di lui.

    Vi è una scissione irreparabile (o almeno apparentemente tale) nell’animo del protagonista.

    Scissione che richiede necessariamente una catastrofe. Che è anche catarsi.

    Bellissime le pagine finali, quel teatro surreale, assurdo e insensato. Richiama certe sequenze del cinema di Lynch: la ricerca di una identità condannata sempre di nuovo a frammentarsi, a scomporsi.

    Infondo, non ci passiamo tutti?

  2. frontespizio ha detto:

    Oggi si potrebbe dire che un lupo della steppa è un romantico e alcolizzato. Forse è anche vero, ma riesce a vedere delle cose che ad un occhio normale sfuggono.
    Ottima riproposta.
    Michele

  3. abend6 ha detto:

    Da lettrice, è stato uno dei miei primi libri. Mi colpì molto per tutte le riflessioni che regalava questo volume e soprattutto l’autore.
    Luisa

  4. Michelangelo ha detto:

    Grazie a tutti per gli ottimi interventi.

    E’ vero, un po’ tutti ci siamo rispecchiati nel “lupo della steppa”, almeno per un periodo della nostra vita, almeno quelle volte in ci siamo sentiti in contrasto con il mondo e, con passione, abbiamo cercato qualcosa di profondo, radicale, definitivo, ubriachi di arte e di ideali.

  5. donnaemadre ha detto:

    … grazie Mich…

  6. lealidellafarfalla ha detto:

    Non l’ho letto, ed è anche molto che non leggo Hesse, scrittore che lessi nell’ultimo anno di liceo. Nel periodo in cui scoprii Fernando Pessoa. Forse lo stesso libro di Hesse è un lupo nella steppa dell’editoria contemoranea?

  7. ettorissimo ha detto:

    bellissimo romanzo come tanti altri di Hesse mi ricorda i tempi del ginnasio.!
    ciao una bbraccio
    Ettorissimo

  8. Anna ha detto:

    Non l’ho letto, oltre Siddharta e Narciso e Boccadoro, mi pare di non aver letto altro di Hesse. Dopo questa recensione chissà…
    Ciao, in questo periodo sono sempre di corsa.

  9. caravaggio ha detto:

    grazie di avermelo ricordato,ho letto tanto tempo fà bisogna che lo ripeschi in biblioteca e lo rilegga tanto ho tempo dovendo fare riposo menisco rotto buona serata

  10. Michelangelo ha detto:

    E’ incredibile come Hesse abbia richiamato i bei tempi del liceo, quando forse, gli spiriti dei lupi della steppa correvano più liberi verso alti ideali…

    @Anna: Dei tre devo dire che Siddharta l’ho apprezzato meno di tutti. Forse perchè non sono poi molto affascinato dalla filosofia indiana o perchè l’ho letto dopo gli altri due. Ti auguro giornate più tranquille per continuare le tue letture!

    @Marcella: ma che hai combinato? auguri di pronta guarigione! Magari ti terrò un po’ compagnia con i miei post.

  11. Manuela ha detto:

    Il Lupo della Steppa è un must, una di quelle letture che segnano il tempo dell’adolescenza. A me personalmente ricorda un tipo che Lupo della Steppa lo era fin dentro il midollo e che, dopo un cammino pluritravagliato, oggi è finalmente una persona di grande creatività e successo. Sebbene ancora infelice. Ogni donna, specie se in età adolescenziale, ha amato disperatamente, ovviamente a senso unico, un Lupo della Steppa che ha sempre il suo fascino. E’ una lettura che in vari momenti della mia vita ho richiamato alla mente e che, talvolta, mi è servita come bussola per orientarmi in percorsi anche sconnessi della vita.

  12. […] nel Lupo della Steppa, il romanzo si impernia su un dualismo fondamentale, tra la ragione e l’istinto, tra lo […]

  13. Recensioni libri ha detto:

    A me questo libro non mi è piaciuto per neinte. Storia poco interessante e troppe pagine per descrivere emozioni, pensieri e fatti. Sarebeb stat operfetto se hesse in questo libr oavesse “Concentrato” la storia.

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