Un pensiero di auguri…firmato Giacomo Leopardi

I miei migliori auguri a tutti di ottimo 2008!2008_sailing

Inizia il 2008 ed i buoni propositi, come ogni anno, sono sempre gli stessi. Vorrei, però, porre l’accento su un aspetto fondamentale: il coraggio di affrontare la vita, con slancio, con passione, certamente correndo qualche rischio, ma sempre inseguendo i nostri sogni, le nostre ambizioni. Perchè, scriveva Virgilio, Audentes fortuna iuvat.

Per chi avrà pazienza, lascio di seguito una breve lettura, tratta dalle Operette Morali di Giaocomo Leopardi. E’ un estratto del Dialogo tra Colombo e Gutierrez. I due ragionano sul senso di tanto navigare, di tanti sacrifici mossi da flebili speranze di conquista. Ma dunque, cosa vi è di certo nella vita? E non è forse proprio questo incerto navigare il senso stesso della vita?

 

Colombo. Bella notte, amico.

Gutierrez. Bella in verità: e credo che a vederla da terra, sarebbe più bella.

Colombo. Benissimo: anche tu sei stanco del navigare.

Gutierrez. Non del navigare in ogni modo; ma questa navigazione mi riesce più lunga che io non aveva creduto, e mi dà un poco di noia. Contuttociò non hai da pensare che io mi dolga di te, come fanno gli altri. Anzi tieni per certo che qualunque deliberazione tu sia per fare intorno a questo viaggio, sempre ti seconderò, come per l’addietro, con ogni mio potere. Ma, così per via di discorso, vorrei che tu mi dichiarassi precisamente, con tutta sincerità, se ancora hai così per sicuro come a principio, di avere a trovar paese in questa parte del mondo; o se, dopo tanto tempo e tanta esperienza in contrario, cominci niente a dubitare.

Colombo. Parlando schiettamente, e come si può con persona amica e segreta, confesso che sono entrato un poco in forse: tanto più che nel viaggio parecchi segni che mi avevano dato speranza grande, mi sono riusciti vani; come fu quel degli uccelli che ci passarono sopra, venendo da ponente, pochi dì poi che fummo partiti da Gomera, e che io stimai fossero indizio di terra poco lontana. Similmente, ho veduto di giorno in giorno che l’effetto non ha corrisposto a più di una congettura e più di un pronostico fatto da me innanzi che ci ponessimo in mare, circa a diverse cose che ci sarebbero occorse, credeva io, nel viaggio. Però vengo discorrendo, che come questi pronostici mi hanno ingannato, con tutto che mi paressero quasi certi; così potrebbe essere che mi riuscisse anche vana la congettura principale, cioè dell’avere a trovar terra di là dall’Oceano. […] Ma voglio solamente inferire, rispondendo alla tua richiesta, che quantunque la mia congettura sia fondata in argomenti probabilissimi, non solo a giudizio mio, ma di molti geografi, astronomi e navigatori eccellenti, coi quali ne ho conferito, come sai, nella Spagna, nell’Italia e nel Portogallo; nondimeno potrebbe succedere che fallasse: perché, torno a dire, veggiamo che molte conclusioni cavate da ottimi discorsi, non reggono all’esperienza; e questo interviene più che mai, quando elle appartengono a cose intorno alle quali si ha pochissimo lume.

Gutierrez. Di modo che tu, in sostanza, hai posto la tua vita, e quella de’ tuoi compagni, in sul fondamento di una semplice opinione speculativa.

Colombo. Così è: non posso negare. Ma, lasciando da parte che gli uomini tutto giorno si mettono a pericolo della vita con fondamenti più deboli di gran lunga, e per cose di piccolissimo conto, o anche senza pensarlo; considera un poco. Se al presente tu, ed io, e tutti i nostri compagni, non fossimo in su queste navi, in mezzo di questo mare, in questa solitudine incognita, in istato incerto e rischioso quanto si voglia; in quale altra condizione di vita ci troveremmo essere? in che saremmo occupati? in che modo passeremmo questi giorni? Forse più lietamente? o non saremmo anzi in qualche maggior travaglio o sollecitudine, ovvero pieni di noia? Che vuol dire uno stato libero da incertezza e pericolo? se contento e felice, quello è da preferire a qualunque altro; se tedioso e misero, non veggo a quale altro stato non sia da posporre. Io non voglio ricordare la gloria e l’utilità che riporteremo, succedendo l’impresa in modo conforme alla speranza. Quando altro frutto non ci venga da questa navigazione, a me pare che ella ci sia profittevolissima in quanto che per un tempo essa ci tiene liberi dalla noia, ci fa cara la vita, ci fa pregevoli molte cose che altrimenti non avremmo in considerazione […] Credesi comunemente che gli uomini di mare e di guerra, essendo a ogni poco in pericolo di morire, facciano meno stima della vita propria, che non fanno gli altri della loro. Io per lo stesso rispetto giudico che la vita si abbia da molto poche persone in tanto amore e pregio come da’ navigatori e soldati. Quanti beni che, avendoli, non si curano, anzi quante cose che non hanno pur nome di beni, paiono carissime e preziosissime ai naviganti, solo per esserne privi! Chi pose mai nel numero dei beni umani l’avere un poco di terra che ti sostenga? Niuno, eccetto i navigatori, e massimamente noi, che per la molta incertezza del successo di questo viaggio, non abbiamo maggior desiderio che della vista di un cantuccio di terra; questo è il primo pensiero che ci si fa innanzi allo svegliarci, con questo ci addormentiamo; e se pure una volta ci verrà scoperta da lontano la cima di un monte o di una foresta, o cosa tale, non capiremo in noi stessi dalla contentezza; e presa terra, solamente a pensare di ritrovarci in sullo stabile, e di potere andare qua e là camminando a nostro talento, ci parrà per più giorni essere beati.

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12 risposte a Un pensiero di auguri…firmato Giacomo Leopardi

  1. giovanna ha detto:

    Come non condividere?
    Incertezza, coraggio, apprezzare ciò che si ha, andare sempre avanti.
    Leopardi, grandissimo sempre!
    Grazie Michelangelo,
    Buon anno.
    g.

  2. annarita ha detto:

    Carissimo Michelangelo, non potevi fare scelta più azzeccata di questo significativo dialogo per augurare il Buon Anno agli amici (io mi reputo tale…).

    Ricambio con tutto il cuore e ti aspetto sui miei blog. Cerca di passare più spesso, mi raccomando.

    Un abbraccio
    Annarita

  3. caravaggio ha detto:

    grazie buona giornata

  4. Anna ha detto:

    La metafora del navigare…come senso della vita, sì… e se azzardassi una analogia con la navigazione in rete, così, per adeguarsi ai nuovi linguaggi, sarebbe troppo?
    …Forse sono i postumi del cenone…Ciao

  5. Michelangelo ha detto:

    @Giovanna: mi fa piacere che condividi questo pensiero di coraggio e fiducia da parte di un pensatore spesso impropriamente marchiato come “pessimista”. Buon anno anche a te!

    @Annarita: ti ringrazio sia per l’apprezzamento che per la tua amicizia. E, credimi, i miei passaggi sui tuoi blog sono più frequenti di quanto immagini. 😉

    @Caravaggio: buona giornata anche a te!

    @Anna: ma no, procedi pure… potrebbe scaturire un pensiero interessante. Ma sarà dalla rete che troveremo le risposte che cerchiamo?

  6. Anna ha detto:

    Per quanto mi riguarda non credo di poter trovare, nella rete, risposte a domande di tipo esistenziale…la mia frequentazione non è certo finalizzata alla ricerca di risposte…
    C’è però una fascia d’utenza che non riesce a trovarle nella realtà e…forse una soluzione, pur se illusoria, può essere meno frustrante del nulla.
    Non assumo posizioni rigidamente negative.
    Ciao

  7. Michelangelo ha detto:

    Anna, fondamentalmente concordo con quanto scrivi. La rete è un potentissimo mezzo di comunicazione che offre molte opportunità. L’importante è che non sia nè divinizzato nè demonizzato. In fondo – come ogni strumento – dipende dall’uso che se ne fa.

    Le parole del testo: “Quando altro frutto non ci venga da questa navigazione, a me pare che ella ci sia profittevolissima in quanto che per un tempo essa ci tiene liberi dalla noia, ci fa cara la vita, ci fa pregevoli molte cose che altrimenti non avremmo in considerazione” mi sembrano altrettanto valide per la navigazione in Internet.

  8. abend6 ha detto:

    Navigare è periglioso, ma resta il fascino che qualcosa di nuovo e di importante accada.
    Auguri a te.
    Luisa

  9. frontespizio ha detto:

    Se penso ad oggi e penso a Leopardi, non saprei proprio chi debba essere il pessimista.
    Un caro saluto a te di Buon Anno, Michelangelo.
    Michele

  10. Michelangelo ha detto:

    Michele, Luisa grazie a voi e buon anno!

  11. annarita ha detto:

    Michelangelo, mi fa piacere 🙂 . Io ti seguo via feed e ti leggo regolarmente da sempre.

    Sto aspettando nuovi articoli matematici da segnalare su Matem@ticamente 😉 .

  12. […] imprevedibile ed ondivago dei nostri giorni, vi è il senso della vita sul quale avevamo riflettuto proprio un anno fa, che la felicità sia riposta nell’affrontarli con coraggio e serenità, e che non sia solo […]

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