Giuseppe Gioacchino Belli e la vigilia di Natale

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L’ironia pungente del Belli, per sorridere, ma anche per riflettere in questi giorni di festa e di piacevoli ritrovi conviviali.

Abbacchio, oliva e pesce

Ustacchio, la víggija de Natale
Te mmettete de guardia sur portone
De quarche mmonzignore o cardinale,
E vederai entrà sta prícissione.

Mo entra una cassetta de torrone,
Mo entra un barilozzo de caviale,
Mo er porco, mo er pollastro, mo er cappone,
E mmo er fiasco de vino padronale.

Poi entra er gallinaccio, poi l’abbacchio,
L’oliva dolce, er pesce de Fojjano,
L’ojjio, er tonno, l’anguila de Comacchio.

Insomma, inzino a nnotte, a mmano ammano,
Te llì tt’accorgerai, padron Ustacchio,
Cuant’è ddivoto er popolo romano.

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6 risposte a Giuseppe Gioacchino Belli e la vigilia di Natale

  1. giovanna ha detto:

    “Cuant’è ddivoto er popolo” …. !

    Gustosa! 🙂
    g.

  2. Michelangelo ha detto:

    In vista del cenone…

  3. Anna ha detto:

    Sempre piacevolmente acuto e sagace…
    A presto e auguri per un felice e sereno 2008!

  4. Michelangelo ha detto:

    Anna, ti ringrazio! Ero certo che avresti apprezzato il Belli.
    Buon anno anche a te!

  5. caravaggio ha detto:

    che bella, il Belli mi piace proprio
    sereno 2008

  6. […] più importante, in quanto rappresenta la Risurrezione, la vittoria della vita sulla morte. Come a Natale, vorrei riflettere sul tema attraverso l’ironica rappresentazione del Belli, che con […]

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