11 pensieri riguardo “William Blake e il desiderio di infinito

  1. Di Blake ho letto poco e i ricordi risalgono al tempo del liceo. Ottimo suggerimento per le letture delle vacanza natalizie.

  2. William Blake appartiene a quel gruppo di poeti, autori di liriche suggestive ed evocative. Le sue incisioni, così come le poesie, sono visionarie e potenti.

    Ho riportato solo alcuni versi, perchè, credo non vi sia null’altro da aggiungere ad una rappresentazione così immediata dell’assoluto e del desiderio di infinito.

  3. Come nel paradosso di Zenone su Achille che non riesce a superare la tartaruga: è evidente che esisterà sempre un tempuscolo, piccolo a piacere, in cui Achille sta percorrendo lo spazio che lo separa dalla tartaruga, ma questa nel frattempo è andata avanti, anche se di pochissimo. Si gioca sull’ingrandimento del particolare.

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