Tom Petsinis – Il matematico francese

Petsinis T., Il matematico francese, Baldini&Castoldi, 2001

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Francia, inizio del secolo XIX. Un giovane matematico, dimostra un grande talento. Genio e sregolatezza. Troppo per istituzioni rigide e talvolta miopi nello scorgere le straordinarie intuizioni di questo giovane, di nome Evariste Galois.

Figura romantica, genio maledetto, Galois vive travolto dalle passioni: la matematica, la politica, l’amore. Getta luce sulla Teoria dei Gruppi, destinata a supportare importantissime scoperte. Ma la politica lo rovina: da fervente repubblicano, derise il re finendo in carcere. Sarà allora una donna a distrarlo e allo stesso tempo condannarlo. Per presunte questioni sentimentali, ma forse segrete ragioni politiche, accetta un duello. La notte prima si affretta a raccogliere in un manoscritto tutte le sue memorie matematiche. Sa che non potrà sopravvivere. Ha appena ventuno anni.

Tom Petsinis, scrittore australiano, crea una straordinaria autobiografia immaginaria di questo eroe romantico, realmente esistito. Ne scaturisce l’intenso lirismo di un personaggio tormentato, introverso e irrequieto, ma straordinariamente accattivante per il suo ardore, coraggio e forza d’animo nell’accettare una vita difficile e sfortunata.

Splendida la prima pagina del romanzo, il capitolo 0:

“Io = un essere immaginario
Avevo previsto tutto in ogni minimo dettaglio. Un passo conduceva inevitabilmente al successivo, come la dimostrazione d’un brillante teorema, fino allo sparo finale che ancora echeggia nel tempo e nello spazio. A faccia in giù tra gli aghi di pino fradici, abbracciai quella fatale sfera con tutto il mio corpo. Sogni, ricordi, anche la matematica che avevo tanto amato e alla quale avevo dedicato le mie ultime volontà e il mio testamento… tutto si allontanò finchè non rimase nulla tra me e la sfera. Il mattino seguente la mia coscienza si desintegrò e venni trascinato verso il centro della sfera, come se fosse un buco nero grande quanto una pupilla abbacinata dal sole. La sua gravità mi ridusse a un semplice punto e in un istante io mi trasformai in io.
Qui, in questo spazio complesso, io non sono più l’ipetuoso giovane che voleva cambiare il mondo prima con una forumal e poi con una fiammata. Ho appreso il significato della pazienza infinita ed io ora assurgo al testo ogni volta che qualcuno legge di Evariste Galois, preferendo restare appena sotto la superficie, come un pesce rosso che mordicchia l’orlo di una foglia galleggiante. L’inchiostro è più mitico del sangue (a meno che qualche antico poeta non si sia aperto le vene e abbia scritto in rosso la propria epica): il testo è uno specchio bidirezionale che mi consente di guardare la vita e l’epoca del lettore. Chissà un giorno io potrei assurgere a un testo che mi costringa a spingermi dall’altro lato. Vuoi una prova che io esisto? Le tue pupille sono nere. Dove sono, io? Tra una parola e l’altra, tra una lettera e l’altra, accanto a un punto che non vedrà mai la luce.”
 

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5 Responses to Tom Petsinis – Il matematico francese

  1. michele ha detto:

    E’ bello parlare di personaggi seri, come Galois, rispetto al tripudio di inutilità di questo nuovo secolo.
    Altro libro recentemente uscito, su Galois, Archinto edizioni di Pagli e Toti, E’varisto Galois Morte di un matematico.
    Grazie Michele.

  2. luisa ha detto:

    E’ un piacere raccogliere questi consigli editoriali che spesso non appaiono tra le recensioni ed è difficile trovarli anche in libreria!
    Ti ringrazio
    Luisa

  3. Michelangelo ha detto:

    In effetti, è il caso di dire che questo libro ha trovato me.
    Mi capitò tra le mani per caso in libreria e mi convinse subito.

    Ora ho riletto la vita di Galois anche nell’ottimo libro “l’equazione impossibile” di Mario Livio.

    Grazie a voi.
    Michelangelo

  4. arwenh ha detto:

    e’ bellissima la storia di Galois. Tra l’altro un mio collega di matematica lavora su cose legate ai campi di Galois, e s’e’ letto di tutto sulla storia di quel genio.

    Qualche chicca: all’universita’ gli hanno praticamente dato del pazzo, perche’ non capivano di che parlasse.
    La sera prima del duello ha scritto tutta la teoria dei campi, affinche’ non andasse persa… e ando’ al duello conscio di morire e senza aver dormito.

    🙂

  5. Michelangelo ha detto:

    A quanto riportano, la sua esposizione era piuttosto difficile da seguire in quanto saltava rapidamente numerosi passaggi, giungendo alla conclusione.

    Il manoscritto redatto in punto di morte, arrivò a Liouville. Furono mani più sicure di quelle di Cauchy e, stavolta il manoscritto non fu nè smarrito nè ignorato.
    Così le scoperte del giovane talento sono giunte fino a noi.

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