Amsterdam, appunti di viaggio

Campo di grano con corvi

Campo di grano con corviNel 2003 mi recai in Olanda per un colloquio presso l’ESA, Agenzia Spaziale Europea.
Ero di strada, così ne approfittai per trascorrere qualche giorno ad Amsterdam e visitare la città. Ci tenevo in particolare per vedere da vicino le opere di Van Gogh.
Era Gennaio e faceva un gran freddo. Da solo, andavo in giro tutto il giorno, fino alla sera, fermandomi ogni tanto in qualche cafè o bistrot per riscaldarmi.
In quei momenti scrivevo i miei appunti di viaggio:

Chi paragona Amsterdam a Venezia, forse sa solo che anche lì ci sono i canali. Amsterdam è tutt’altro e, beninteso, incanta con un fascino vagamente malinconico.
Gli edifici sembrano usciti da un libro di fiabe, con grandi finestre per catturare i timidi raggi del sole invernale. Ricordano il sapore dei biscotti fatti in casa, delle bambole di legno e delle storie raccontate dai nonni davanti al caminetto.

Però invece di Hansel e Gretel o Cappuccetto Rosso, lungo i malinconici canali si incontra qualcosa che stride con l’aspetto pacato e rassicurante della città: l’appendice disperata di una società infelice e senza meta. Popolo di grandi navigatori, una volta una meta l’avevano. Peccato. Oggi invece, un’integrazione culturale incompiuta e la deregulation su molti fronti hanno incoraggiato la diffusione di coffee shop e bordelli.

Prima di tutto mi domando cosa spinge tanta gente a infilare la testa dentro una spessa coltre di fumo, chiusi in un locale sporco e squallido…forse la voglia di fuggire dalla realtà e non vedere quello c’è intorno? Qui la gente è felice? Forse dice di esserlo, forse lo sembra. Ma forse non lo è.

Il resto ne è una conseguenza semplice: se questa è la tendenza della popolazione, qual è il problema? Si fiuta il business e si fa di necessità virtù: basta legalizzare una tendenza ineluttabile, facendo tutti contenti e magari con un marketing attento, farla passare per modernità civile. Risultato: droghe leggere e bordelli, in nome dell’emancipazione e della libertà dei costumi. Ma nessuno piange sul latte versato. Il degrado nelle zone centrali è evidente, tangibile, quanto voluto. Ne fa le spese una città che nonostante tutto potrebbe essere migliore.

Ma Amsterdam non è solo questo: è la città dei fiori, con il suo coloratissimo mercato, è la città di insuperabili opere d’arte. Il museo di Van Gogh è moderno e bellissimo non solo per le opere che contiene ma per la funzionalità degli spazi. Ho ancora negli occhi l’indimenticabile “campo di grano con corvi”, una tela di assoluta potenza. Colori guizzanti e pennellate decise trasmettono tutta la drammaticità di un gesto imminente. Un’opera commovente, che si contempla con un nodo in gola.

Poco lontano si trova il famoso Rijksmuseum, dove si incontrano opere di pittori fiamminghi che sembrano risalire ad un passato mai appartenuto a questo paese. Le storie di Jan Vermeer, raccontate attraverso la semplicità di gesti quotidiani, la teatralità ed i colori delle scene di vita vissuta di Bruegel dove si affollano volti imperscrutabili, il realismo delle nature morte, talvolta lezioso, ma unico ed insuperato, se non da un pittore nostrano, che oltrepassò il realismo catturando e dominando la luce. Un certo Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.

11 risposte a Amsterdam, appunti di viaggio

  1. michele scrive:

    Questa lettura di un luogo a me caro, si sente che è vera. Quel senso dolce/amaro che ci coglie di un luogo amato per la sua presunta modernità che può divenire carcere, e per la poesia che esprimono i suoi autori con le tele straordinarie per la loro forza distruttiva e consolatoria; non dimenticando l’architettura di quelle minuscole case lungo i canali (che non c’entrano nulla con Venezia) coloriate e a due-tre pani, con finestre minuscole, con porte dove non entrano mobili e vengono issati con una corda dal tetto. Ti ringrazio di questa lettera.
    Michele

  2. Michelangelo scrive:

    Ti ringrazio molto per l’apprezzamento.

    La pittura fiamminga ha un fascino particolare e suggestivo. Figure enigmatiche e misteriose sullo sfondo di alcuni scene richiamano l’attenzione dello spettatore. Da Bosch a Escher molte opere fiamminghe hanno un sapore “medioevale”.

  3. luisa scrive:

    La descrizione di una città sotto il livello del mare, dove i contrasti escono fuori…..

  4. Michelangelo scrive:

    Profetico Hieronymus Bosch…

  5. emiliashop scrive:

    Bentornato Michelangelo. Ti si legge sempre con grande piacere e interesse. Le tue note di viaggio su Amsterdam mi hanno riportata in quella città, dove sono stata un anno dopo di te. Io amo molto i paesi dell’Europa del Nord e in Amsterdam non ho trovato nulla che mi ricordasse Venezia, tutt’altro, se non il ricordo della potenza economica costruita sulle rotte solcate dai velieri. Ho trovato gli olandesi gente meravigliosa, viva, gentile e pur non parlando olandese chiunque per strada mi rispondeva in ottimo inglese e questo mi ha fatta sentire a casa.
    Ci sono rimasta solo qualche giorno ma due interi giorni li ho dedicati al museo Van Gogh e al Rijksmuseum. I grandi musei ormai in genere mi spaventano, pur occupandomi io di arte, perché non sopporto più – sarà l’età – l’aggressione visiva di migliaia di oggetti e opere. Dunque in genere li visito scremando moltissimo e concentrandomi su poche cose. Creo un mio Musée immaginaire. Inoltre mi ha sempre stomacato la reclamizzazione becera delle opere di Van Gogh, finite – come Papa Giovanni – anche sui cioccolatini e sulla carta da cucina.
    Ma mai – MAI – avrei immaginato cosa sarebbe stato immergermi in quel suo mondo. Sono rimasta in quel piccolo museo ben 6 ore. Dopo aver terminato la visita l’ho iniziata di nuovo dal principio. Mi sono accorta che non conoscevo Van Gogh. Avevo visto alcune sue opere sparse per il mondo e molte a Parigi, avevo letto le sue lettere al fratello Theo, avevo letto una sua biografia e altro. Ma mai, mai avrei pensato che entrare lì sarebbe stato sentirsi presa fin dentro l’anima da quelle sue pennellate geniali, da quelle invenzioni coloristiche mai viste prima, da quella potenza disperata, da quella compassione per l’uomo e la sua condizione, da quel misticismo.
    C’è un quadro, due vecchi scarponi rotti e abbandonati, di fronte al quale ho pianto.La desolazione e la solitudine di un’anima ferita, la sua. La prima volta ho guardato accuratamente ogni cosa, con la sete di vedere e capire. La seconda volta sono tornata su moltissimi quadri con gli occhi pieni di lacrime. Poi mi sono seduta in quella piccola stanza in cui ci sono i rami di pesco, trionfanti contro un cielo di un azzurro assoluto e allora ti afferra una gioia di esistere che ti mozza il fiato.
    Per Vermeer, sul quale il discorso sarebbe lungo, volevo aggiungere solo che è proprio lui il solo e vero allievo di Caravaggio, che non ebbe discepoli e del quale Vermeer non vide mai le opere . La lezione unica e rivoluzionaria del tuo omonimo arriva nelle Fiandre attraverso alcuni pittori come Terbrugghen e Honthorst, che erano stati a Roma e avevano visto la nuova maniera romana, e avevano portato nella loro terra il Caravaggio luminoso. Tutta la pittura fiamminga poi si sviluppa da qui.

  6. Michelangelo scrive:

    Emilia, ti ringrazio per la “tua” Amsterdam e l’emozionante incontro con Van Gogh.

    il tema dell’influenza caravaggesca sulla pittura fiamminga è di grandissimo interesse e merita sicuramente un approfondimento.

  7. emiliashop scrive:

    Grazie a te per avermi dato l’occasione di rievocare quelle emozioni di Amsterdam. Se poi hai piacere, si potrà dire di più sul tema della luce e su Vermeer, o la “Luce del Silenzio”, come lo definisco io.
    A proposito, bella la pagina su Esenin. Grazie

  8. Michelangelo scrive:

    Non mi resta che aggiungere…a te la parola!
    Un saluto
    Michelangelo

  9. caravaggio scrive:

    ricordo la città con nostalgia,imbambolata davanti a van gogh,super abbuffate di formaggi, e anche aringhe che in italia stranamente non mangio, curiosato anche x sexy shop, decisamente la preferisco a venezia che m’intristisce oltremodo ciao

  10. Michelangelo scrive:

    La gastronomia Olandese offre pochissimo, comunque si sopravvive. A mio avviso, il paragone con Venezia non regge sotto nessun punto di vista, ma, in fin dei conti, de gustibus non disputandum est.

  11. Er poeta scrive:

    Io sono Er Poeta. Conosco benissimo tutti i sexy shop di Amsterdam. Ti posso assicurare che quello che si trova lì, da altre parti non c’è!

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