Saranno potenti? – Antonio Galdo

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A pagina 120 de “La casta”  è riportato un passaggio di un intervista a Marcello dell’Utri, tratta dal libro “Saranno potenti?” di Antonio Galdo: 

«Eravamo nel settembre del 1993, Berlusconi mi convocò nella sua villa di Arcore e mi disse: “Marcello, dobbiamo fare un partito pronto a scendere in campo alle prossime elezioni…”. Lui aveva provato in tutti i modi a convincere Segni e Martinazzoli per costruire la nuova casa dei moderati (…) “Vi metto a disposizione le mie televisioni” aveva detto. Tutto inutile. E allora decise che il partito dovevamo farlo noi. Poi c’era l’aggressione delle procure e la situazione della Fininvest con 5.000 miliardi di debiti. Franco Tatò, che all’epoca era l’amministratore delegato del gruppo, non vedeva vie d’uscita: “Cavaliere, dobbiamo portare i libri in tribunale” (…). I fatti poi, per fortuna, ci hanno dato ragione e oggi posso dire che senza la decisione di scendere in campo con un suo partito, Berlusconi non avrebbe salvato la pelle e sarebbe finito come Angelo Rizzoli che, con l’inchiesta della P2, andò in carcere e perse l’azienda»  

Penso che ogni commento sia superfluo.

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Una risposta a Saranno potenti? – Antonio Galdo

  1. andreiperiboschi ha detto:

    Come dargli torto?

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