Andrea Camilleri – Un filo di fumo

17 maggio 2010

Pochi tratti ed emerge un ritratto vivido e pungente. Ancora una volta Camilleri illuistra con maestria uno spaccato di vita che, nella sua semplicità, risuona pur tuttavia quasi epico.

E’ una storia ruvida, consumata sotto la canicola di un sole cocente, che parla di zolfo e navi mercantili e si intreccia con la Sicilia delle superstizioni e degli ex-voto. Anche lo stile riflette le tinte e dei diversi romanzi di Camilleri è quello forse meno fruibile, ma non meno potente nell’espressività che si arricchisce di sfumature melodrammatiche (non a caso il titolo cita la Madame Butterfly)

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La città d’estate

26 agosto 2009

Piazza Navona

“I rumori della città che le notti d’estate entrano dalle finestre aperte nelle stanze di chi non può dormire per il caldo, i rumori veri della città notturna, fanno udire quando a una cert’ora l’anonimo frastuono dei motori dirada e tace e dal silenzio vengon fuori discreti, nitidi, graduati secondo la distanza, un passo di nottambulo, il fruscìo della bici d’una guardia notturna, uno smorzato lontano schiamazzo, ed un russare dai piani di sopra, il gemito d’un malato, un vecchio pendolo che continua ogni ora a battere le ore. Fincheè comincia all’alba l’orchestra delle sveglie nelle case operaie, e sulle rotaie passa un tram.
Così una notte Marcovaldo, tra la moglie e i bambini che sudavano nel sonno, stava a occhi chiusi ad ascoltare quanto di questo pulviscolo di esili suoni filtrava giù dal selciato del marciapiede per le basse finestrelle, fin in fondo al suo seminterrato. Sentiva il tacco ilare e veloce d’una donna in ritardo, la suola sfasciata del raccoglitore di mozziconi dalle irregolari soste, il fischiettio di chi si sente solo, e ogni tanot un rotto accozzo di parole d’un dialogo tra amici, tanto da indovinare se parlavano di sport o di quattrini.
Ma nella notte calda quei rumori perdevano ogni spicco, si sfacevano come attutiti dall’afa che ingombrava il vuoto delle vie e pure sembravano volersi imporre, sancire il proprio dominio su quel regno disabitato”

tratto da Marcovaldo di Italo Calvino


Francesco Recami – Il ragazzo che leggeva Maigret

31 luglio 2009

Recami F., Il ragazzo che leggeva Maigret, Sellerio, 2009

ragazzo_che_leggeva_maigretToni soffusi e delicati, linee sfumate che non emergono anche nelle scene di maggior azione, attutiti dalla neve e dall’atmosfera invernale.

Queste le prime impressioni che lascia il romanzo di Recami, un racconto dai toni pastello che ha per protagonista Giulio o Maigret, come tutti lo chiamano. Il ragazzo infatti è appassionato di gialli, soprattutto del commissario Maigret di Simenon.

Per puro caso o forse per l’abitudine di soffermarsi su piccoli dettagli, si ritrova al centro di un intricata e oscura rete di “strani” episodi e comportamenti, piccole cose che non passano inosservate nella tranquillità di un paese di provincia. Dove non tutto è come sembra.

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Sam Savage – Firmino

28 febbraio 2009

Savage S., Firmino, Einaudi, 2008

firminoGrande successo di quest’ultimo inverno, questo breve romanzo arriva al grande pubblico direttamente da una piccola casa editrice no profit, fuori dai grandi circuiti editoriali.

Le prime pagine della storia si aprono come un meraviglioso “ragtime” letterario, un’introduzione originale e accattivante sull’infanzia di Firmino che, incerto sull’incipit si racconta con ironia.

Così inizia l’avventura di Firmino, topo di biblioteca, che trova la sua via divorando pagine di letteratura e ragionando in una sua personale interpretazione su quanto gli accade introrno. Ma…

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L’eleganza del riccio

31 gennaio 2009

Barbery M., L’eleganza del riccio, Edizioni e/o, 2008

eleganza-del-riccioCosa succede in una signorile palazzina borghese nella Parigi bene? Poco o nulla probabilmente, una vita regolare e, a tratti monotona. Eppure non è così agli occhi di Renèe, la dimessa portinaia dello stabile.

In realtà dietro alle apparenze, si nasconde una delicata e colta sensibilità artistica: Renèe ascolta Mahler, si commuove per i capolavori della letteratura russa o del cinema giapponese. Dalla sua guardiola apprezzare la bellezza di piccoli gesti e la perfezione di alcuni particolari, in brevi ed intensi istanti.

Alle sue compassate riflessioni sulla bellezza, fanno da contrappunto i “pensieri profondi” di Paloma, arguta tredicenne, che dalla osservazione del suo microcosmo, trae taglienti e bizzarre conclusioni sul senso della vita, tanto che ha deciso di farla finita.

Il loro incontro e soprattutto l’arrivo di Monsieur Ozu, colto e raffinato giapponese, riuscirà a far sbocciare un’autentica amicizia tra le due e a sollevare Reneè da un pesante passato, che con un’incalzante crescendo finale, si rifrange su se stesso come un’onda.

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Italo Calvino – Racconti: la Pecora Nera

25 gennaio 2009

Calvino I., Prima che tu dica «Pronto», Mondadori 

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“C’era un paese dove erano tutti ladri”.

Nelle prime parole del geniale racconto “la Pecora Nera”, Italo Calvino sembra fare eco agli esercizi di logica dei filosofi greci, richiamando in particolare il famoso paradosso di Epimenide di Creta (VI secolo a.C.): “Tutti i cretesi sono bugiardi”.

E proprio sulla base di criteri logici, che chiaramente semplificano la complessità dei rapporti umani e della società, Calvino arriva a conclusioni quanto mai argute e attuali su temi come la giustizia sociale e la distribuzione delle risorse.

“La pecora nera” è pubblicato nella raccolta “Prima che tu dica dica «Pronto»”, edita da Mondadori. Di seguito una breve sintesi del racconto, sconsigliata a chi vorrà leggerlo direttamente dalle pagine dell’autore…

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Franz Kafka – Il Castello

21 novembre 2008

Kafka F., Il Castello, Einaudi, 2007

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Chissà quali pensieri e speranze animavano l’agrimensore K. quando giunse nel misterioso villaggio dominato dal Castello. Vi avrebbe trovato un posto sicuro, un buon posto, chiamato direttamente dal Conte. Avrebbe esercitato la sua professione, sarebbe stato sicuramente soddisfatto. Anche felice, forse. Ma di certo non si aspettava che per iniziare il suo lavoro avrebbe dovuto affrontare un tortuoso e complesso percorso, ostacolato da funzionari burocrati che avrebbe guidato l’intero corso degli eventi.

Capolavoro di Franz Kafka, il Castello è un’opera inquietante ed enigmatica, che trova nella sua incompiutezza un ulteriore elemento di ermeticità. La vita dell’agrimensore K. viene trascinata da complessi ed interminabili iter burocratici, deviando dal normale corso degli eventi. Una città fredda ed inospitale, disciplinata da rigidi meccanismi, spesso privi di buon senso, governati da una inarrivabile casta, da dietro le mura del Castello.

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Alessandro Baricco – L’Iliade di Omero

20 giugno 2008

Baricco A., L’Iliade di Omero, Feltrinelli 2006

“Oh, se per sempre svanisse l’ira dal cuore degli uomini, lei che è capace di far impazzire anche i più saggi, scivolando nel loro animo con la dolcezza del miele e montando poi come fumo nella loro mente…”

Alessandro Baricco rielabora il famoso testo di Omero, poggiando sulla brillante traduzione di Maria Grazia Ciani e adattando il poema ad una rappresentazione teatrale. Il testo è reso attuale nella forma e snellito, omettendo principalmente i riferimenti alle divinità. Scopriamo così un’opera moderna e accattivante, ancora oggi viva ed attuale.

Riscoprire le tinte epiche ed assolute dell’Iliade di Omero lascia la vaga sensazione che tutto quello che è stato scritto successivamente, sia in qualche modo superfluo. La passione, il coraggio, l’amicizia, l’amore, la rabbia, l’invidia, l’odio, l’orgoglio, l’onore, la compassione…nel celebre poema trovano spazio tutti gli ideali, i valori e le debolezze dell’uomo da millenni immutati, che guidano verso un destino feroce, travolgente, lasciando sul campo vincitori e vinti.

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Hermann Hesse – Il gioco delle perle di vetro

15 maggio 2008

Hesse H., Il Gioco delle Perle di Vetro, Mondadori

Il Gioco delle Perle di Vetro è un romanzo difficile. Tuttavia è tra quelli che maggiormente hanno contribuito al conferimento del premio Nobel, nel 1946, all’autore Hermann Hesse.

In un futuro immaginario, idealmente consecutivo al medioevo surreale di “Narciso e Boccadoro” ed al presente tormentato del “Lupo della Steppa”, la società si avvale di una casta di monaci illuminati, intellettuali e studiosi. Il romanzo ripercorre la parabola della vita di Josef Knecht, Magister Ludi, maestro nel gioco delle perle di vetro.

Ma in cosa consiste il gioco delle perle di vetro?

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Georges Simenon – Tre camere a Manhattan

16 marzo 2008

 Simenon G., Tre camere a Manhattan, Adelphi, 1998

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Che strano. Geroges Simenon, prolifico scrittore noto a tutti per le avventure del commissario Maigret, non mi ha mai entusiasmato. Eppure in Tre Camere a Manhattan mostra un volto nuovo, insolito, profondamente introspettivo, probabilmente parzialmente autobiografico. Un grande talento.

Nel romanzo c’è l’America del jazz, ancora giovane frontiera dell’Europa e nuova speranza per chi fugge da qualcosa o verso qualcosa. Ma soprattutto ritroviamo l’America di Edward Hopper: 

Nightwalk

Eccoli lì, sembra quasi di vederli François e Kay nella fredda luce dei bar notturni!

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