Caratteristico dell’Alto Adige, il Traminer è un vitigno tipico noti fin da epoche lontanissime. Il suo nome compare per la prima volta nell’XI secolo e prende il nome da Termeno, antico villaggio la cui storia è segnata dalla tradizione vitivinicola.
Successore del Traminer è una sua variante evolutiva, ovvero il più noto Gewurtztraminer, dove il prefisso “gewurtz”, dal tedesco “speziato”, meglio si interpreta come aromatico. Sono proprio l’intensità e la ricchezza dei suoi profumi a decretare il grande successo di questo vino, oggi, come un tempo presso le corti asburgiche.
L’azienda J. Hoftstatter, nata da un’avventura iniziata nel secolo scorso, oggi è guidata da Martin Foradori e pur avendo raggiunto dimensioni produttive notevoli, conserva lo stesso spirito di allora, fortemente innamorata della sua terra, della sua storia e, ovviamente del suo vino.
Molti i capitoli da approfondire di una così ampia offerta, quale quella proposta da Hoffstatter. Iniziamo da un bianco, particolarmente rappresentativo del territorio, un Gewurtztraminer, per l’appunto, che prende il nome dalla tenuta in cui sono coltivate le uve: il Kolbenhof, sui cui “caldi pendii esposti al sole mattutino“, “i Gesuiti di Innsbruck [...] vinificarono dal 1722 al 1773, anno di scioglimento dell’ordine“.
Archiviato in:Enogastronomia, Trentino Alto Adige, Vino , Alto-Adige, DOC, Enogastronomia, enologia, Gewurtztraminer, hofstatter, Kolobenhof, recensione vini, recensione vino, sommelier, Termeno, Traminer, Trentino Alto Adige, vini, Vino

300. Trecento gli anni da cui l’azienda dei conti 













Commenti Recenti