Michelangelo’s Place

Arte, cultura, viaggi ed enogastronomia

I savoiardi

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L’idea è nata rivoltando una bustina di ammoniaca per dolci: “hai visto mai è scaduta…“. Invece no. E oltre alla data di scadenza salta fuori questa ricetta dei savoiardi, un biscotto gustoso e delicato, ottimo per la prima colazione.

Semplici nella preparazione, i savoiardi sono biscotti antichissimi: se ne parla anche in alcuni documenti del 1722, ma secondi alcuni risalgono al XV secolo.
Prendono il nome dall’antico Regno Sabaudo che, oltre al piemonte raccoglieva la Liguria, la Sardegna e altre regioni limitrofe. E questo spiega la somiglianza con altri biscotti tipici della tradizione sarda, come il biscotti di Fonni o le Gallettinas.

Stranamente, i savoiardi sono biscotti tipici anche della Sicilia. Diversi da zona a zona e con numerose varianti sul tema, gli ingredienti sono sempre gli stessi. Del resto, l’unità d’Italia passa anche per i biscotti.

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Barolo Riserva Marchesi di Barolo DOCG 1951

In precedenza ci siamo soffermati sugli straordinari vini della Marchesi di Barolo, azienda antichissima, storico vessillo della viticoltura nazionale in Italia e all’estero.

Vale la pena raccontare anche la particolare emozione che suscita l’assaggiare un vino che vanta più di 50 primavere alle spalle. Un vino che entrò in bottiglia nell’immediato dopoguerra, quando ancora le automobili erano un lusso per pochi, le trasmissioni televisive sarebbero incominciate solo alcuni anni dopo e molte altre cose erano di la da venire.

Ma cosa resta nella bottiglia dopo tanto tempo? Sicuramente un vino invecchiato, ma che, con i dovuti accorgimenti ha resistito agli attacchi del tempo ed è ancora in grado di raccontarci, a modo suo, un mondo che non c’è più.

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Barolo Riserva Marchesi di Barolo DOCG 1997

La Marchesi di Barolo è una grande azienda storica. Fondata nel 1929, trae origine da un’attività vinicola ancor più antica, ossia risalente al 1861, avviata per opera della Marchesa Giulia Falletti Colbert di Maulevrier.

Fu poi il commendator Piero Abbona a diffondere il Barolo in tutto il mondo, con grande successo. Così il Barolo divenne alfiere del vino italiano all’estero, primeggiando nel confronto con i vini francesi, come testimonia la collezione di corrispondenza dei lontani anni ‘30 raccolta nel sito dei Marchesi di Barolo (qui)

Oggi è Ernesto Abbona a dar voce, cuore ed anima al “suo” Barolo e ne parla con passione e competenza e quel pizzico di compassato e contenuto stupore, tutto piemontese.

Ma ora lasciamo parlare direttamente il Barolo. Annata 1997.

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Barbaresco Cantina del Pino 2000

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Caratteristico delle Langhe piemontesi, il Nebbiolo è uno dei vitigni più antichi e probabilmente tra i più famosi: alle sue uve si devono grandi vini come il Barolo e il Barbaresco.
E’ dunque un vitigno fortemente rappresentativo di un territorio vocato e questo è un aspetto fondamentale, perchè come abbiamo già detto altre volte, il vino è il terriorio, la sua storia, la sua gente.

Ed è proprio quanto emerge dal Barbaresco di Cantina del Pino, un vino di carattere e dai tratti decisamente interessanti.

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