“…fa vini potenti e assai” – Leonardo Da Vinci

La produzione vinicola della Valtellina iniziò con i romani che portarono qui la vite dall’attuale Liguria, Piemonte e Lunigiana, riscontrando un territori particolarmente vocato alla viticoltura, che perdurò anche nei secoli successivi, accompagnando peraltro straordinari prodotti gastronomici.
Per via di una diversa esposizione, la coltivazione della vite prevale sul lato destro dell’Adda, dove sono ben visibili i terrazzamenti detti terragne, che caratterizzano il paesaggio e complicano il faticoso lavoro dei viticoltori, proprio come in Liguria.
Rappresentativo di questa terra è lo “Sfursat”, “sforzato” in dialetto, ovvero il vino ottenuto da uve Nebbiolo, qui detto Chiavennasca. “Sforzato” perchè la vinificazione prevede, l’utilizzo di uve sovrammature attraverso l’appassimento sui graticci per circa 3 mesi.
In questo modo aumenta la concentrazione degli zuccheri nell’acino con un conseguente aumento del grado alcolico del vino (15%), ma anche degli estratti.
Vino magistralmente realizzato dalla Nino Negri, azienda storica della Valtellina, casa vinicola fondata nel 1897.
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