Michelangelo’s Place

Arte, cultura, viaggi ed enogastronomia

“Pascucci al Porticciolo” a Fiumicino

Pascucci al Porticciolo 1

Finalmente. Eh sì, perchè Pascucci al Porticciolo rappresenta, se non addirittura un punto di arrivo, sicuramente una tappa molto importante nella ricerca di una cucina di pesce di elevata qualità.

La cucina di Gianfranco Pascucci parte da una materia prima di straordinaria freschezza – solo pesce pescato – per arrivare ad elaborazioni molto eleganti, ricche di citazioni e contaminazioni dove però il protagonista della scena è sempre il pesce. Il resto sono delicate sfumature di contorno, un sottile merletto che caratterizza il piatto senza snaturarne l’essenza o modulando eccessivamente il gusto.

Molto accogliente la sala, dove i colori sgargianti e l’arredo trovano armonia in un elegante e originale eclettismo. Tovagliato rigorosamente candido, cristalli Riedel.

Iniziamo. Arriva subito un piccolo benvenuto dello chef: aliciotto in tempura con salsa di peperoni (1.) e scegliamo il menù degustazione. Nei calici un ottimo Verdicchio: Podium di Garofoli, annata 2006.

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Istantanee: Tramonto romano

San Pietro

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Le case romane del Celio

case_romane_2
foto tratta dal sito: www.caseromane.it

Roma, città eterna intrisa di storia ci racconta il passato attraverso la grandiosità dei celebri monumenti che ne segnano le epoche. Vi è così la Roma imperiale dei fori, la meno nota Roma medioevale delle torri e campanili, la fastosa Roma rinascimentale di San Pietro e poi quella barocca e papalina delle centinaia di chiese barocche, fino alla Roma contemporanea del cinema e dell’Eur.

Ma vi è ancora un’altra città: è la Roma sotterranea. Persa nel silenzio dell’oblio, è la città segreta, sepolta dal tempo e dalla terra e che conserva vivi e intatti gli echi del lontano passato. Calarsi nei suoi meandri, si rivela un viaggio nel tempo attraverso le epoche di cui ci parlano le grandiose testimonianze alle quali siamo fin troppo abituati e diventa anche un incontro umano straordinario, a diretto contatto con la vita quotidiana di chi, nei secoli, ci ha preceduto.

Tra i numerosi luoghi ora visitabili vi sono le case romane al Celio, nei sotterranei della basilica dei santi Giovanni e Paolo. Un luogo incantato che merita di essere raccontato.

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Villa d’Este a Tivoli

Notte a Villa d’Este: ai giochi d’acqua delle moltissime fontane si aggiungono magnifici effetti di luce che regalano un’atmosfera fiabesca, fantastica.

Villa d'Este 1

Certamente nelle intenzioni del cardinal Ippolito d’Este vi era la volontà di stupire, di creare un giardino lussuoso frutto di un sapiente connubio tra estetica e tecnologia ingegneristica tipico delle grandi opere architettoniche del Quattrocento e del Cinquecento.

Nondimeno, vi è l’eredità dei fasti di corte rinascimentale, ben incarnati dall’archetipo estense, ma anche il mito della villa patrizia romana e non a caso Tivoli fu particolarmente congeniale a Ippolito d’Este, vista la vicinanza con numerosi siti archeologici d’epoca classica, primo tra tutti, Villa Adriana.

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“La gelateria dei Gracchi” di Alberto Manassei

Alberto Manassei aveva le idee chiare quando ha aperto questa gelateria in via dei Gracchi 272: ha scelto la strada difficile ed impegnativa della qualità. Il tempo gli ha dato ragione ed oggi si ritrova con due gelaterie ed un pubblico di affezionatissimi estimatori.

I gusti di frutta conservano l’integrità della materia prima con straordinaria freschezza, mela e cannella, suscita quasi una reminiscenza infantile di mela grattuggiata. Ottima anche la pera al caramello.

Sapori semplici e genuini, il cui fattor comune è una delicata naturalezza, come per la crema, in cui si avvertono, quasi distinti, gli ingredienti fondamentali: uova, latte, farina. Altrettanto delicato riso e miele e notevolissimo la meringa al pistacchio, dall’inconfondibile sapore di albume (a mio avviso superiore alle meringhe del San Crispino). Da segnalare anche il felice abbinamento ricotta e pere (con qualche candito), mentre, per chi predilige sapori di tostatura più decisi, suggerisco la crema di pinoli, il pistacchio e l’irresistibile mandorla tostata al profumo d’arancia.

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Ricette: i maritozzi quaresimali (con lievito madre)

maritozzi-quaresimali

Tutti conoscono il famoso “maritozzo” (con la panna, spesso e volentieri), eppure non a molti è nota la versione quaresimale, tipica romana.
Si tratta di un maritozzo più piccolo, diverso nell’impasto, simile ad un panino dolce arricchito con pinoli, uvetta e canditi, nato per sopperire alle ristrettezze del rigido digiuno quaresimale e forse dimenticato proprio per il decadimento del rigoroso rispetto dei precetti religiosi.

Oggi, infatti, non è facile trovarlo, se non in poche pasticcerie tradizionali e solo qui a Roma (per chi fosse curioso, l’Antica Pasticceria Faggiani in Via Giuseppe Ferrari è una di queste).
C’è da dire infatti, che sotto il nome di “quaresimali” troviamo dolci completamente diversi in altre zone d’Italia. In Toscana per esempio, troviamo dei biscotti scuri, caramellati, a forma di lettere: A (alfa), O (omega), M (memento). Mentre in Sicilia, sono dei biscotti secchi, simili ai cantucci.

Tante ricette, frutto di storie diverse, che come fili, hanno tessuto la nostra storia e le nostre tradizioni.

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Hernicus Cesanese del Piglio DOC 2006

hernicvs1Nobilitato da una meritatissima DOCG (ma solo a partire dall’annata 2008), il Cesanese è in realtà un vino di origini semplici. Tradizionalmente, era il vino campagnolo del contadino, senza pretese e artigianale. Ma chi ha saputo investire in qualità, scommettendo sulle potenzialità di questo vitigno ha raggiunto risultati straordinari.

E’ il caso di Anton Maria Coletti Conti, produttore di Hernicus, un vino che riesce ad esprimere le enormi potenzialità del Cesanese di Affile, con un risultato eccezionale: un vino elegante, ricco e potente.

L’azienda Coletti Conti si identifica con la famiglia stessa e questa, a sua volta, rimanda alla sua terra, “di proprietà da tempo immemorabile” e alla sua storia, “antico casato che diede ben quattro Pontefici” alla Chiesa.

I vigneti di Cesanese di Affile si trovano in una zona collinare su terreni vulcanici. Attraverso un attento lavoro in vigna, volto a massimizzare la ricchezza e la qualità degli estratti si ottiene un vino veramente poetico. Splendidi versi, imbottigliati.

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Carrettieri a vino

Un vecchio e caratteristico “Vini e oli”, incontrato per caso qualche tempo fa, mi ha permesso di accennare all’antico mestiere dei “carrettieri a vino”, personaggi di folclore ormai scomparso.

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Si tratta di uno dei mestieri dimenticati, ma che un tempo animava la città ed aveva un ruolo molto importante: portare il vino dai Castelli a Roma.

Il mestiere non era dei più semplici: viaggiare allora significava esporsi alle intemperie, alle aggressioni e percorrere strade molto meno agevoli rispetto alle attuali, per di più di notte e a bordo di un piccolo carretto a volte impiegando anche dodici ore, per portare il vino agli osti romani.

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“Giuda Ballerino” a Roma

gb-dylanPerla rara nel panorama capitolino, Giuda Ballerino non lascia spazio a dubbi: cucina di grande livello, confermata ormai da una solida posizione ai vertici nella ristorazione romana. Piatti interessantissimi, equilibri articolati e ben costruiti, rimandi alla tradizione ma anche innovazione, sperimentazione e cura nella selezione della materia e nell’esplorazione delle sue potenzialità.

Queste in sintesi le impressioni a caldo sulla cucina dello chef Andrea Fusco. Una cucina d’autore, con qualche vetta di creatività, che rompe gli schemi, lasciando spazio a qualche piccola, giocosa, provocazione.

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Il locale prende il nome dalla famosa esclamazione di Dylan Dog ed il mondo del fumetto rappresenta il leit motif del ristorante: in sala ambiente dal design moderno e luminoso, si stagliano su tavoli e pareti candide le sagome in ferro battuto dei segnaposto raffiguranti Cattivik, Lupo Alberto, Diabolik, Corto Maltese e tanti altri personaggi.

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Ma cominciamo dall’inizio…

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Fumone

Cosa avrebbe incontrato un viandante nel medioevo, dopo aver varcato le mura del borgo di Fumone?

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Probabilmente uno scenario del tutto simile a quanto si può osservare oggi, in questo piccolo gioello della Ciociaria.

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Fumone, infatti, si trova in provincia di Frosinone, non lontano da Anagni e Ferentino, sulla cima di una piccola altura e da qui se ne può comprendere la valenza strategica che ha rivestito da un punto di vista militare sia in età classica che nel medioevo.

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