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E’ uno spettacolo scendere dal monastero di Camaldoli, attraverso il parco delle Foreste Casentinesi, a Bagno di Romagna. Proseguendo fino a San Pietro in Bagno, si giunge alla Locanda del Gambero Rosso e ci si sente a casa. Spiegano: “il nome deriva dall’Osteria del Gambero Rosso citata nel Pinocchio di Collodi”.
La cortesia e la passione della famiglia Saragoni, che gestisce la locanda dal 1951, vanno ben oltre la migliore accoglienza ed ospitalità.
Giuliana Saragoni, chef autodidatta è ai fornelli, mentre il marito si intrattiene con gli ospiti, guidandoli pazientemente, affinchè comprendano il valore e la qualità di una cucina povera, antica, che, con un pizzico di fantasia, ha creato e tramandato piccoli capolavori culinari realizzati con i semplici ingredienti della tradizione rurale.
La cucina è quella tipica del Casentino e dell’Alta Valle del Savio ed il menù, un piccolo libretto tutto da sfogliare ne racconta alcune storie. E’ il caso dei tortèlle in tla lastra, I tortelli sulla lastra, così chiamati perchè cotti su una lastra di pietra arenaria rovente. Semplici tortelli di acqua e farina ripieni con patate e quanto offre la stagione: zucca, cavoli, o cardi selvatici. Si continua con i Basotti, tipico sformato di tagliatelle e con i passatelli, una pasta a base di pane, uova e formaggio.
Ci mostrano con orgoglio la foto, uno chef giapponese che ora li prepara a Tokio, dopo aver studiato ed appreso molto dalla creatività della cucina italiana. Un dettaglio forse, ma su cui vale la pena riflettere.
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