
Vero è che in cucina ci si sbizzarrisce di più – e molto molto più facilmente – con primi piatti e dolci, ma c’è qualcuno che fa eccezione. Così stavolta io c’entro ben poco a dire il vero, perchè per questo piatto interviene tutta l’esperienza di mia mamma che ha una spiccata predilezione per i secondi, specie se di carne.
Arriva così questo filetto di maiale, morbido e saporito, stemperato dall’aceto balsamico ed impreziosito dal mirto insieme ad altre erbe aromatiche, che arricchiscono il piatto con profumi e sapori molto suggestivi.
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Santo Stefano di Sessanio si trova a oltre mille metri, in Abruzzo, sui monti della Laga ed è indubbiamente uno dei borghi più belli d’italia.
Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso, appare come una piccola roccaforte di pietra calcarea, imbrunita dal tempo. Al centro, la robusta torre medicea svetta a fatica da un dedalo di vicoli e stradine nelle quali è facile, e anche bello, perdersi.
Il piccolo comune, che oggi conta poco più di cento anime, iniziò a svilupparsi in epoca romana. Pare che il nome Sessanio derivi da “Sextantia”, le miglia di distanza dall’antica Peltinum, importante centro di scambi commerciali. Il borgo medioevale della Baronia di Carapelle, nel XV secolo diventa dei Piccolomini e alla fine del XVI secolo passa ai Medici, che edificano la torre di avvistamento e plasmano i connotati attuali di Santo Stefano di Sessanio, prima che sia annesso al Regno di Napoli.

Oggi Santo Stefano di Sessanio è un paesino curato, che profuma di antico. Facile entrare in tanto naturale silenzio e lasciarsi dietro il resto del mondo. Ancor più facile innamorarsene e fermarsi per sempre. Così ha fatto Il giovane imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren che ha creato qui un cosiddetto “albergo diffuso” insediato nel borgo, tra le botteghe artigiane e graziose logge fiorite di gerani, testimoni di un modo di vivere che è sempre più un ricordo lontano.
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