Michelangelo’s Place

Arte, cultura, viaggi ed enogastronomia

Europee 2009: Casini di famiglia

I nostri bravi politici ce la stanno mettendo proprio tutta per far assomigliare la campagna elettorale per le europee ad una specie di casting per un reality… e dopo il precedente caso delle comunali, l’UDC rilancia. Sentite questa!

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De coquina molecularis

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.”
Albert Einstein

“Bene o male, purchè se ne parli.”
Oscar Wilde

Purtroppo nel nostro bel Paese l’informazione è appiattita su aspetti di cronaca (rosa o nera) alla ricerca dello scoop e del pettegolezzo piuttosto che di contenuti significativi.
Così, sulla recente polemica circa la cucina molecolare, anche Striscia la Notizia, purtroppo, non è stata da meno. Infatti, nell’intento di ritagliarsi il ruolo di “paladino dei consumatori“, il programma di Antonio Ricci ha mostrato un approccio superficiale, confuso e, cosa assai grave, non privo di pregiudizi.

Il messaggio che passa verso il grande pubblico è quello di diffidenza verso la cucina molecolare e una presunta elìte di chef, all’occorrenza corrotti, in nome di una più salutare cucina tradizionale (anche se industrializzata, visti gli sponsor). Il tutto mescolando gli argomenti più disparati: dall’uso di additivi chimici, all’attendibilità delle guide, passando per una pseudo-filosofica disquisizione su cosa è definibile “chimico” e cosa no.

Sia beninteso, personalmente prediligo una cucina che privilegi il dialogo con il territorio, che si specchi nella tradizione e che esalti la qualità della materia prima. Ma questa è una questione di gusti personali e prescinde sia da aspetti salutistici, che da ogni pregiudizio o chiusura mentale verso la cucina di avanguardia, nella cui ricerca tecnica vi è la chiave per approfondire e sviluppare la conoscenza.
Anzi, è proprio dalla fantasia e dallo sviluppo delle tecniche di trasformazione che sono nate tante nuove idee e ricette: si pensi, ad esempio, alle “frittelle di vento” di Mastro Martino da Como, del XIV secolo da cui è derivato lo gnocco fritto. Non sono forse un tentativo originale di dare una diversa consistenza ad un sapore?

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In nome del Popolo Italiano

Una spiaggia coperta dai rifiuti, un mare torbido.

L’integerrimo giudice istruttore Bonifazi e l’industriale Santenocito, sospetto omicida, si siedono su un tronco di albero. Il cielo è grigio e inizia a piovere. All’ennesimo tentativo da parte dell’industriale di blandire il giudice istruttore la conversazione si interrompe.

La scena del capolavoro di Dino Risi, magistralmente interpretato da Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman si rivela attuale e graffiante quanto mai.

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Comunali 2008: Vota la mia società! [2]

Vorrei segnalarvi uno dei commenti al precedente post: “Comunali 2008: Vota la mia società!” che merita il giusto spazio, in quanto giunge proprio dalla candidata Tiziana Fabbri.

Prima di procedere vorrei sottolineare come la rete (ancora una volta) si conferma un efficace mezzo di comunicazione e di democratico confronto. Fintanto che vi è l’intenzione e l’interesse per un confronto civile vi sono anche i margini per tirare fuori qualcosa di costruttivo.

Riporto di seguito il commento al precedente post ed alcune mie osservazioni.

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Comunali 2008: Vota la mia società!

Ma siamo matti? Questa ve la devo proprio raccontare…

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Consigli per un politico in carriera

La coerenza è l’ultimo rifugio delle persone prive d’immaginazione.
Oscar Wilde

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Statuto dell’associazione Udeur – Art. 4 – Doveri dei soci:
“ogni socio è tenuto a:
- tenere una irreprensibile condotta morale e politica;
- tenere nei confronti degli altri soci un comportamento leale e corretto con il massimo rispetto della dignità e della personalità di ciascun socio.”

E’ caduto il governo. Ormai è una notizia che non genera più clamore, in quest’Italia, ormai risucchiata da anni in una spirale discendente senza alcun appiglio.

Il crepuscolo di una classe politica assolutamente non rappresentativa è passato. Siamo nella lunga e profonda notte. Le tenebre dei principi, delle idee e degli ideali (non delle ideologie), che non animano più la politica. Buio totale sui valori, sull’etica e su tante altre parole ormai utili solo per slogan da piazza.

Allora cosa resta? Forse un piccolo appunto rinvenuto tra i banchi di Montecitorio: “consigli per un politico in carriera”…*

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Caro Enzo, addio.

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Oggi è scomparso Enzo Biagi.

La notizia mi ha toccato profondamente, così come quando nel luglio 2001 scomparve Indro Montanelli. Due figure lontane, talvolta, ma vicine per l’impegno, la correttezza, la serietà professionale e l’integrità morale. Mostri sacri del giornalismo ed esempi di vita.

Con Enzo Biagi se ne va un frammento di Novecento e di Storia italiana, si chiude definitivamente un epoca di cui Biagi fu testimone e narratore.

Ho ripreso recentemente uno dei suoi libri, che tanto mi hanno appassionato alla lettura, ad assaporare il valore ed il piacere di ascoltare una storia, di sfogliare istantanee di vita che tanto possono insegnare, anche con poco.

La prima pagina di “Lunga è la notte” mi suona oggi come una lettera di addio:

Come è triste una rosa bianca di autunno: rabbrividisce nel vento. Cadono pesanti le foglie dell’ippocastano: sento che l’inverno si avvicina.
Pasolini si accorse che erano sparite le lucciole; sono anni che non vedo partire o arrivare le rondini. E’ stato subito domani e tutto è passato molto in fretta.
Una volta mi sembrava che il mondo cominciasse con me: lo scoprivo ogni giorno. Ogni ora aveva un profumo: di terra bagnata, di legna bruciata, quando era tempo di vendemmia, di mosto; arrivavano in città i carri trainati dai grandi buoi e ricomparivano le vecchine delle caldarroste.
Mi addormentavo con la musica della pioggia che scrosciava sul selciato. Prima recitavo l’atto di dolore, “perchè se muori”, ammoniva mia madre “vai in purgatorio”.
Anche adesso dico una preghiera: per chi ho amato, per chi mi ha amato. C’è qualcuno che ha pianto per me? Willy Brandt alla fine si è giustificato: “Ho fatto ciò che ho potuto”. Anch’io.

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Nuove forme d’arte: speedpainting!

A volte la tecnologia ci permette punti di vista che non ci saremmo mai immaginati di apprezzare.

Il giovane talento argentino Nico di Mattia, appena venticinquenne ha avuto un’idea. Guardate qui:  

I video condensano in pochi minuti condensato il lavoro di molte ore.

Guardandoli attentamente c’è una cosa che più di tutto mi affascina. E’ un preciso e sfuggente momento in cui il disegno inganna l’occhio diventando fotorealistico. Quando?

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Da Borges ai blog

Borges J. L., Finzioni, Adelphi

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Cominciamo da lontano: Borges.

Nella Biblioteca di Babele, l’universo è trasformato in parole, libri, in un infinita biblioteca dove, e chissà dove, qualche remota combinazione di parole dovrà pur contenere la spiegazione di Tutto, la Verità. E la speranza che esista ”rallegra la nostra solitudine“. 

Lirica ed elegante la rappresentazione di Borges, poeta della logica e matematica. Una biblioteca così sarebbe il sogno o forse l’incubo di molti bibliofili. Il libro, un oggetto così raro, un tempo, piccolo scrigno di sapere.

E oggi? Penso alla grande quantità di informazioni che ci offrono i media, in particolare ovviamente Internet. Qualcuno ha detto che le informazioni che riceviamo in pochi giorni si equivalgono a quante ne riceveva un contadino del Settecento in tutta la sua vita. Non so se è vero, ma suona verosimile.

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Perchè un disclaimer nel blog?

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Navigando per la rete, si incontrano spesso blog che riportano il seguente avviso:

«Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001»

Perchè?

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