Andrea Camilleri – Un filo di fumo

Pochi tratti ed emerge un ritratto vivido e pungente. Ancora una volta Camilleri illuistra con maestria uno spaccato di vita che, nella sua semplicità, risuona pur tuttavia quasi epico.

E’ una storia ruvida, consumata sotto la canicola di un sole cocente, che parla di zolfo e navi mercantili e si intreccia con la Sicilia delle superstizioni e degli ex-voto. Anche lo stile riflette le tinte e dei diversi romanzi di Camilleri è quello forse meno fruibile, ma non meno potente nell’espressività che si arricchisce di sfumature melodrammatiche (non a caso il titolo cita la Madame Butterfly)

E’ in arrivo una nave mercantile russa per un carico importante, riprendere le 5000 cantare di zolfo depositate presso la zolfara di Totò Romeres. Ma la scorta di Barbabianca, come è soprannominato Totò, è vuota: ha venduto lo zolfo, non prevedendo l’immediato ritorno.
L’attesa è vive attimi tesi e vibranti, Nenè visita tutti i magazzinieri di Vigata per un prestito, ma niente e i rifiuti celano sottili ghigni di rivincita.

La nave è sempre più vicina e le ultime ore scorrono apocalittiche, tra sacro e profano, riti e scaramanzie, come fosse in arrivo la fine del mondo.
Ma un evento imprevisto devia drasticamente il corso degli eventi…

2 risposte a Andrea Camilleri – Un filo di fumo

  1. solema. scrive:

    Mi piace moltissimo Camilleri; ho appena finto di leggere “Il nipote del negus”

  2. Anna Righeblu scrive:

    Lo riprenderò. Pur avendolo letto diverso tempo fa, non ricordo la storia…
    Un saluto

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