«Maestro, togli in fretta questa pietra / Il mio nome è Lubbert Das»

“Avere una pietra in testa” era un modo di dire nel medioevo olandese, per indicare la follia o la stoltaggine di qualcuno.
Con minuziosa e precisa puntualità, Bosch narra la vicenda di un ignaro sempliciotto che si rivolge ad un medico, sperando che tolga la pietra dalla sua testa, facendolo rinsavire.
Ma osservando l’opera attentamente molti piccoli particolari ci guidano verso il suo vero significato: il medico è un ciarlatano, con un imbuto sulla testa ed una brocca alla cinta, simbolo del male.
In realtà vuole solo approfittarsi del malcapitato, estraendo un fiore dalla testa del malcapitato, è un tulipano anch’esso riconducibile a simbolo della follia, secondo antiche espressioni.
Vi sono diverse analogie rispetto al “prestigiatore”.
Innanzitutto il tema centrale è ancora una volta l’inganno, la frode ai danni di poveri creduloni in un mondo dove homo homini lupus e dove il male serpeggia, materializzandosi nella pittura di Bosch, sotto forma di oggetti o animali.
Inoltre l’impostazione della scena ha ancora una volta un carattere teatrale, rappresentativo. I quattro personaggi che compongono la scena si trovano in un contesto del tutto estraneo all’evento, in un evidente contrasto, peraltro accentuato dall’arredo domestico. Il panorama gioca quindi il ruolo di una quinta teatrale, con grande efficacia, isolando la scena in primo piano.
Ad accrescere la valenza simbolica della scena, all’imbuto si contrappone simmetricamente rispetto l’asse centrale dell’opera, un libro poggiato sulla testa della donna, forse simbolo della sapienza, che osserva la scena con aria di commiserazione e perplessità.


questo arista l’ho scoperto al museo del prado a madrid, mi sono praticamente incantata davanti al trittico delle delizie per non so quanto tempo….e quel
che mi ha impressionato è che è così diverso dai suoi contemporanei che sembra di trovarsi davanti ad un pittore di un’epoca molto più vicina a noi…..
è sempre bello avvicinarsi alla lettura delle arti…..augurissssssimi di buon natale.
dovresti leggere allora il buio oltre la notte …………fidati
non conosco l’artista
ogni volta che ne incontro uno scopro che avevano molte cose da dire e raccontare
al loro tempo!
anche questo modo di dire si potrebbe utilizzare con altre finalità.
devo dire che offre diversi spunti di riflessione sulla reatà di oggi, avremo tutti delle pietre in testa?
Ciao, Michelangelo. Leggerò con calma i tuoi ultimi post durante le vacanze.
Ti auguro di trascorrere un Serrno Natale insieme ai tuoi cari.
Un abbraccio
annarita
E’ pieno di ciarlatani in giro e l’ambiente dei creduloni ne favorisce la loro numerosità. E’ forte Bosch.
Buone natale e buon 2009
L’interpretazione dell’opera di Bosch è molto interessante e offre spunti di riflessione sempre attuali.
Tornerò a leggere con calma.
Caro Michelangelo, sono passata per un saluto e per augurarti un sereno Natale.
A presto
non sapendo quando potrò ripassare, visti gli impegni festivi e le corse per i regali di questi giorni, passo ora a farti i miei MIGLIORI AUGURI di Buon Natale … un abbraccio ^______________^
Passaggio proficuo!