Bisogna avere il caos dentro di sè per partorire una stella che danzi
Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)
Notte stellata – Vincent Van Gogh (1889)
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Di fronte ad un quadro di Van Gogh rimango sempre incantata, mi perdo in ogni pastosa pennellata, mi perdo tra le luci e le ombre, il movimento mi porta da una porzione all’altra del paesaggio…
P.s. Si capisce che amo Vincent?
Non mi ricordo, é questo il quadro in cui ha corretto la rappresentazione della luna?
Bellissima la frase. Ho regalato una t-shirt a mio padre, tanto tempo fa: portava quella scritta
Ah!! colpita a l cuore!!
“Negli infiniti spazi del tempo..io ritrovo il mio mondo
fatto di parole non dette,di pensieri inespressi,
di amore per la vita .
Quando mi perdo nei labirinti dell’ovvio,
alzo gli occhi al cielo e
ascolto il silenzio dell’eterno attimo.”
(nunzy)
ottima associazione! anch’io ho una t-shirt con quella frase ormai stinta e bucata, ma che proprio non riesco a buttare…
due grandissimi personaggi….
i quadri di Van Gogh sembrano tridimensionali e in movimento……. a me piace immaginami dentro al quadro per gustarmelo di più…..di caos Van Gogh
credo ne avesse a bizzeffe per creare questi capolavori.
@twostella: anch’io sono stato stregato dalla magia di Van Gogh. Non sono sicuro sia questo il quadro a cui ti riferisci, potrebbe essere anche il campo di grano con corvi, dove appaiono due lune.
@Serena e md: …non sarete mica parenti?!?!
@Nunzy: dopo il tuo commento su William Blake comprendo ancor di più lo spirito di questi tuoi versi.
@occhidigiada: e contemporanei. Due espressioni diverse dello spirito dell’Ottocento.
@astrofiammante: Capisco benissimo la tua sensazione: ricordo nitidamente un quadro al Rijksmuseum (di cui poi non ho più ritrovato il nome) che sembrava uscire dalla tela e avvolgerti con colori e ritmi trascinanti.
Potenza della parola e potenza della pittura. Un connubio magico per una comunicazione elevata all’ennesima potenza…!
Van Gogh penetra sempre nell’anima e la stupenda frase di Nietzsche contiene una musicalità incredibile nel susseguirsi di consonanti e vocali.
annarita, sai mi colpisce il fatto che siano contemporanei e, seppur lontani intellettualmente, esprimono lo stesso sentimento.
…a meno che MD non sia mio padre
MD, cosa hai da dire a tua discolpa?
Quanto è vera quella frase!non c’è niente come il turbamento interiore a permettere la creazione di tali capolavori.Ma ne vale davvero la pena?voglio dire…non sarebe meglio vivere felici piuttosto che esser grandi artisti ma trascorrere la propria esistenza tra tormenti, dolori, … ?
Adre, ti ringrazio per la riflessione. Lo stereotipo dell’artista-martire accomuna molti grandi dell’arte.
chiaramente è meglio vivere felici – anche nell’ignoranza – piuttosto che affrontare tormenti e sofferenze. Questa però è una scelta solo in apparenza: a mio avviso, è infatti una conseguenza della propria sensibilità, una pulsione irrazionale e indomabile che spinge verso la conoscenza e l’arte, anche a costo della vita.