Michelangelo’s Place

Arte, cultura, viaggi ed enogastronomia

Le stelle di Van Gogh

Bisogna avere il caos dentro di sè per partorire una stella che danzi
Friedrich Nietzsche (1844 – 1900)

 Notte stellata – Vincent Van Gogh (1889)

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13 Responses

  1. twostella scrive:

    Di fronte ad un quadro di Van Gogh rimango sempre incantata, mi perdo in ogni pastosa pennellata, mi perdo tra le luci e le ombre, il movimento mi porta da una porzione all’altra del paesaggio…
    P.s. Si capisce che amo Vincent?
    Non mi ricordo, é questo il quadro in cui ha corretto la rappresentazione della luna?

  2. Serena scrive:

    Bellissima la frase. Ho regalato una t-shirt a mio padre, tanto tempo fa: portava quella scritta :-D

  3. nunzy conti scrive:

    Ah!! colpita a l cuore!!

    “Negli infiniti spazi del tempo..io ritrovo il mio mondo
    fatto di parole non dette,di pensieri inespressi,
    di amore per la vita .
    Quando mi perdo nei labirinti dell’ovvio,
    alzo gli occhi al cielo e
    ascolto il silenzio dell’eterno attimo.”

    (nunzy)

  4. md scrive:

    ottima associazione! anch’io ho una t-shirt con quella frase ormai stinta e bucata, ma che proprio non riesco a buttare…

  5. occhidigiada scrive:

    due grandissimi personaggi….

  6. astrofiammante scrive:

    i quadri di Van Gogh sembrano tridimensionali e in movimento……. a me piace immaginami dentro al quadro per gustarmelo di più…..di caos Van Gogh
    credo ne avesse a bizzeffe per creare questi capolavori.

  7. Michelangelo scrive:

    @twostella: anch’io sono stato stregato dalla magia di Van Gogh. Non sono sicuro sia questo il quadro a cui ti riferisci, potrebbe essere anche il campo di grano con corvi, dove appaiono due lune.

    @Serena e md: …non sarete mica parenti?!?!

    @Nunzy: dopo il tuo commento su William Blake comprendo ancor di più lo spirito di questi tuoi versi.

    @occhidigiada: e contemporanei. Due espressioni diverse dello spirito dell’Ottocento.

    @astrofiammante: Capisco benissimo la tua sensazione: ricordo nitidamente un quadro al Rijksmuseum (di cui poi non ho più ritrovato il nome) che sembrava uscire dalla tela e avvolgerti con colori e ritmi trascinanti.

  8. annarita scrive:

    Potenza della parola e potenza della pittura. Un connubio magico per una comunicazione elevata all’ennesima potenza…!

    Van Gogh penetra sempre nell’anima e la stupenda frase di Nietzsche contiene una musicalità incredibile nel susseguirsi di consonanti e vocali.

  9. Michelangelo scrive:

    annarita, sai mi colpisce il fatto che siano contemporanei e, seppur lontani intellettualmente, esprimono lo stesso sentimento.

  10. Serena scrive:

    …a meno che MD non sia mio padre :lol:

  11. Michelangelo scrive:

    MD, cosa hai da dire a tua discolpa? :-P

  12. Andre scrive:

    Quanto è vera quella frase!non c’è niente come il turbamento interiore a permettere la creazione di tali capolavori.Ma ne vale davvero la pena?voglio dire…non sarebe meglio vivere felici piuttosto che esser grandi artisti ma trascorrere la propria esistenza tra tormenti, dolori, … ?

  13. Michelangelo scrive:

    Adre, ti ringrazio per la riflessione. Lo stereotipo dell’artista-martire accomuna molti grandi dell’arte.
    chiaramente è meglio vivere felici – anche nell’ignoranza – piuttosto che affrontare tormenti e sofferenze. Questa però è una scelta solo in apparenza: a mio avviso, è infatti una conseguenza della propria sensibilità, una pulsione irrazionale e indomabile che spinge verso la conoscenza e l’arte, anche a costo della vita.

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