La Marchesi di Barolo è una grande azienda storica. Fondata nel 1929, trae origine da un’attività vinicola ancor più antica, ossia risalente al 1861, avviata per opera della Marchesa Giulia Falletti Colbert di Maulevrier.
Fu poi il commendator Piero Abbona a diffondere il Barolo in tutto il mondo, con grande successo. Così il Barolo divenne alfiere del vino italiano all’estero, primeggiando nel confronto con i vini francesi, come testimonia la collezione di corrispondenza dei lontani anni ‘30 raccolta nel sito dei Marchesi di Barolo (qui)
Oggi è Ernesto Abbona a dar voce, cuore ed anima al “suo” Barolo e ne parla con passione e competenza e quel pizzico di compassato e contenuto stupore, tutto piemontese.
Ma ora lasciamo parlare direttamente il Barolo. Annata 1997.
Si svela un vino di colore rubino cupo e austero, tendente al granato. Notevole l’ottima tenuta cromatica dopo 11 anni, come del resto ci si aspetta da un vino di grande longevità. Al naso rivela un ampio ventaglio olfattivo: dalle note fruttate di mora, gelsi fino ad un interessante bouquet floreale accompagnato da sentori di tè, camomilla ed una nota scura di grafite.
Al palato si conferma un fuoriclasse: subito imponente, largo, profondo. Tannino vibrante, acidità pronunciata ma senza eccessi. Lungo, lunghissimo il finale con assoluta coerenza gusto-olfattiva. Un vero capolavoro.
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Nel 1997 ho fatto la mia tesi di analisi di dissesti statici sul Castello della Volta, di proprietà della cantina. Che posti incantevoli, mi mancano le Langhe.
Sarà un po’ di parte la mia approvazione … ma hai visto che signori vini si producono nelle mie terre? Un eleganza unica da riscoprire ogni volta!
@comidademama: ma pensa che combinazione, lo stesso anno in cui è stato vendemmiato il vino che ho bevuto… sicuramente lavorare in (e per) quei luoghi deve essere stata un’esperienza memorabile!
@Twostella: è normale e giusto che ognuno sia orgoglioso del proprio territorio. Riesce particolarmente bene in Piemonte – non sapevo fossi di lì – dove le uve di nebbiolo permettono risultati straordinari e unici al mondo, veramente di altissimo livello.
è sempre stato il mio vino preferito, hai ragione è proprio un capolavoro, peccato non possa permettermelo un po’ più spesso, anzi un po’ meno di rado…
Michelangelo, il barolo e’ il mio vino preferito! Scoperto quando ho fatto il corso di sommelier e mai piu’ dmenticato… Mio marito spesso mi fa una sorpresa portanto a casa una bella bottiglia…
@Mario: in effetti i costi sono piuttosto alti e questo, con tutta la buona volontà, lo rendono meno frequente sulla nostra tavola. Però in questo modo si alimenta il mito…!
@Daniela: be’ proprio un bel pensiero! Hai dei suggerimenti in merito di baroli?
Caro Michelangelo, mi ha fatto molto piacere leggere l’intervento ed i commenti sul Barolo Riserva dell’eccezionale annata 1997.
Con l’occasione Vi segnalo che probabilmente il ‘correttore’ ha automaticamente modificato il cognome da nubile della Marchesa di Barolo da Giulia Vittorina Colbert di Maulévrier in Giulia Cordera.
Vi ringrazio e Vi invito a visitare le nostre Cantine Storiche a Barolo.
Cordiali saluti.
Ernesto Abbona
Caro Ernesto, sono onorato dalla tua partecipazione al blog.
Ho provveduto a correggere il refuso, giustamente segnalato e ti ringrazio per l’invito presso le vostre cantine. Mi auguro di avere l’opportunità di esservi quanto prima.
Con l’occasione mi preme sottolineare un sincero apprezzamento per la cura del vostro sito e per la straordinaria documentazione epistolare, che sottolinea il legame tra il vino, l’uomo e la sua storia.
in effetti le mie Langhe sono spettacolari
[...] di Barolo DOCG 1951 In precedenza ci siamo soffermati sugli straordinari vini della Marchesi di Barolo, azienda antichissima, storico vessillo della viticoltura nazionale in Italia e [...]