Nata a Palermo e poi divenuta popolare in tutta la Sicilia, la pasta con le sarde è un piatto della tradizione più antica, testimonianza di una cucina povera e saggia, dai profumi e sapori straordinari.

Seguiamo la proposta di Ciccio Sultano, vulcanico chef del Ristorante Duomo a Ragusa, con una versione fedelissima alla tradizione. Non vi è del resto, molto da aggiungere ad un piatto che interpreta così bene la Sicilia.
Ingredienti:
400 gr. di spaghetti;
500 gr. di finocchietto selvatico;
400 gr. di sarde fresche pulite;
100 gr. di pomodoro fresco;
50 gr. di brodo vegetale;
50 gr. di pinoli;
50 gr. di pangrattato;
20 gr. di uvetta;
4 filetti di acciughe;
2 cipolle fresche;
2 spicchi d’aglio;
0,5 gr. di pistilli di zafferano;
olio extravergine d’oliva;
peperoncino;
sale.
Preparazione:
Pulire il finocchietto selvatico e bollirlo in abbondante acqua salata. Scolarlo e tritarlo, conservando l’acqua di cottura per cuocere la pasta. Sciogliere i pistilli di zafferano in poca acqua calda. Soffriggere nell’olio l’aglio, la cipolla tritata, le acciughe e i pinoli. Aggiungere il pomodoro fresco a dadini, cuocere per qualche minuto e unire le sarde fresche, il finocchietto, l’uvetta, il brodo e lo zafferano. Lasciar cuocere per circa 8 minuti, aggiungere il sale e il peperoncino quanto basta e lasciar riposare. Cuocere la pasta nell’acqua di cottura del finocchietto, scolarla e saltarla in padella con il condimento. Completare il piatto con pangrattato tostato in padella con un filo d’olio.
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Un piatto incredibile che quando ho avuto la possibilità di mangiarlo non l’ho più dimenticato.
Michele
Non ho mai avuto occasione di assaggiare questo primo piatto ma gli ingredienti sono molto, molto interessanti. Quale vino si può abbinare?
Ciao!
@Michele: e spero possa rinnovare presto il piacere, magari cucinando questa ricetta!
@Twostella: da provare con un bianco che offra altrettanta opulenza e solarità. Possiamo rimanere in Sicilia, con un vitigno autoctono come l’Insolia in purezza o in un blend. Tra i tanti sicuramente validi, ti suggerisco il bianco Angimbè di Cusumano, 70% Insolia e 30% Chardonnay, con un ottimo rapporto qualità prezzo.
Ah, m’hai battuto sul tempo! Ma prima o poi la posto pure io…
Paola
è un piatto favoloso, lo mangi e hai negli occhi nella mente e nel cuore la sicilia e i siciliani
Ciao, Michelangelo. Se ti va, passa a trovarmi, che c’è un invito ad un meme musicale per te.
Baci!
E’ sicuramente una delle ricette più stuzzicanti tra quelle che impiegano il pane raffermo. Un vero concerto di sapori
Non ho mai cucinato questo primo, ma in passato ho avuto modo di gustarlo spesso!
Sono arrivata qui, dopo aver letto la recensione di Stefano ed ho pensato di invitarti ad un meme.
Se ti va vieni a dare un’occhiata.
Piacere di conoscerti!
ricordo che quando la cucinavo ai miei amici (ora non più per via del mio vegeterianesimo) rimanevano estasiati soprattutto dall’accostamento di così tanti sapori; ho poi provato diversi tipi di pasta, bucatini, caserecce, ziti (che mi pare usino a Palermo) e non so ancora decidere quale fosse la migliore… cmq ho adottato delle varianti vegetariane sostituendo i broccoli in inverno e le melanzane d’estate, certo non è la stessa cosa…
questa ho la fortuna di mangiarla spesso
ho amici siciliani che la cucinano ad ogni occasione
confermo la bontà
@Paola: allora anche tu sei una “seguace” della cucina siciliana…
@Carmine: hai perfettamente ragione!
@Giovanna: raccolgo l’invito con piacere, grazie.
@Elisabetta: in realtà il pane grattato e saltato in padella si può utilizzare in molti primi. E, come ha ipotizzato qualcuno, anche da solo.
@Mario: eh no, non è la stessa cosa. Ma puoi sempre tornare alle vecchie sane abitudini, no?
buongiorno
che bello approdare da te e scoprire la sicilia
è un onore…ottimo piatto ottima scelta, il finocchietto da un sapore divino al “tutto”
ciao
Cla
Una pietanza che quando l’assagi la prima volta, non lo dimentichi facilmente!
Ciao Luisa.
@Irish-coffee: sei fortunato, è un classico sulle tavole siciliane ma non è così altrove.
@Claudia: grazie a te per la visita. La Sicilia e la sua cucina rappresenta un faro nel panorama gastronomico italiano
@Luisa: sì non si dimentica perhè come commentava Carmine, rievola i paesaggi della Sicilia.
Vi saluto, buongustai!
Ho mangiato molte volte questa pietanza…ma come la preparava la mia vicina di casa…Vecchia mano sapiente…Cresciuta in un paesino della Sicilia…Dove si tramandano odori, sapori, tradizioni…
I buccellati che mi preparava erano un concentrato d’amore e ghiottoneria…
Da leccarsi le vibrisse!
Ti dirò, invece del pomodoro fresco, siam soliti prepararla col concentrato. Un pizzico, giusto per dare colore e sapore. Visto che la cucina sicula si mangia anche con gli occhi…
Ciao
Non l’ho mai preparato ma l’ho gustato spesso in Sicilia e, a mio avviso, insieme alla pasta alla norma, è uno dei primi più rappresentativi dell’eclettismo proprio della cucina sicula.
Non è facile da preparare, se gli ingredienti non sono dosati o trattati sapientemente può risultare anche sgradevole…
Ciao Michelangelo, buon fine settimana
Visto che domani, come ogni domenica, non ci sarò, auguro a tutti buon fine settimana. Maria
@aguamala: ciao e benvenuta!
hai ragione: si mangia anche con gli occhi. E con il cuore.
@Anna: è un piatto complesso, pertanto gli equilibri sono più delicati. Ma se la materia prima è scelta bene (questo vale sempre) il risultato è squisito
@Maria: ciao Maria, buon weekend anche a te!
[...] così dopo la pasta con le sarde, restiamo ancora in Sicilia, giacchè ora appare chiaro di dov’è la cuoca di casa… [...]
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L’ho mangiata e sono stato male 3 giorni, decisamente disgustosa….
Molto meglio la polenta!!!!!
xpainkiller sono un meridionale secondo me solo
la polenta potete mangiare se mi viene a dire che è
stato male 3 giorni dopo aver mangiato la pasta con le sarde