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Cesanese del Piglio: la prima DOCG del Lazio

Ultime notizie!

Ebbene sì, dopo aver collezionato ben 27 DOC il Lazio avrà la sua prima DOCG: il Cesanese del Piglio!

Da tempo mi sto interessando con soddisfazione a questo vitigno (qui un precedente post sul Cesanese Casal San Marco), scoprendo un vino sempre elegante, con prevalenza di toni floreali e speziati, caldo e minerale nella beva.

La notizia rappresenta sicuramente un passo importante nel cammino di crescita qualitativa che sta compiendo recentemente la viticoltura laziale.

Il nuovo disciplinare prevede due tipologie: Cesanese del Piglio e Cesanese del Piglio Superiore con la menzione di “Riserva” per i vini invecchiati più di 18 mesi. Il Cesanese del Piglio si potrà fregiare del titolo Docg se costituito dal 90% di Cesanese d’Affile e/o Comune e dal restante 10% di vitigni a bacca rossa autorizzati dalla Regione Lazio.

Di fatto, la DOCG non fa altro che porre un indirizzo verso la valorizzazione di un prodotto locale tipico, che ha recentemente mostrato uno straordinario potenziale e, grazie alle capacità dei migliori produttori, avrà ancora molto da raccontarci.

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14 Responses

  1. occhidigiada scrive:

    wow il cesanese!
    vi invito tutti alla Festa dell’uva al Piglio che normalmente si tiene la prima domenica di ottobre, ormai per noi ciociari è diventato un appuntamento da non perdere, almeno per il mio gruppo di amici ;)

  2. Assaggerò questo Cesanese del Piglio

  3. Giovanna scrive:

    A dimostrazione ulteriore che sono una cozza in materia di vini, questo non l’avevo mai sentito nominare.
    Prima o poi dovrò fare un bel corso di degustazione, o qualcosa del genere: la mia competenza enologica si riduce al “buono/no buono” :-)
    Buona settimana!

  4. Michelangelo scrive:

    @occhidigiada: quando si tiene?

    @lealidellafarfalla: assaggia, assaggia…

    @Giovanna: prima di tutto un vino deve piacere, poi pian piano si riescono a cogliere sfumature e dettagli emozionanti

  5. Roxy scrive:

    Mi piace molto il vino, ma purtroppo lo bevo da profana…..mi piace o non mi piace, punto…mi piacerebbe imparare qualcosa in più! Baci

  6. Michelangelo scrive:

    @Roxy: bere con moderazione, ma attenzione è un modo per apprendere. Poi se il vino piace, si impara facilmente!

  7. occhidigiada scrive:

    la prima domenica di ottobre di ogni anno, cesanese a gogò e fettuccine, polenta, spuntature e chi più ne ha più ne metta

  8. Gianni scrive:

    e domani sagra dell’uva..e W i pigliesi compreso me…HAHAHA

  9. dott_lecter scrive:

    Ho acquistato 24 bottiglie di cesanese del piglio e ne sono rimasto entusiasta, i ragazzi iniziano a chiedermelo anche nel mio ristorante a Marino , il Bosco delle Fate

  10. Michelangelo scrive:

    @dott_lecter: ho visto il sito del tuo ristorante e, devo dire, non può mancare il cesanese, vino del territorio, a fianco della cucina tipica che proponi.

  11. emanuele scrive:

    per diventare DOCG un vino deve avere diversi requisiti, uno di questo è che sia conosciuto a livello nazionale ed internazionale, sono un Sommelier che non ha mai provato questo vino perchè è praticamente impossibile trovarlo in commercio, chiedendo alle enoteche della mia zona (Milano) non sanno neanche di che vino si tratti… i pareri dei miei colleghi sono unanimi: DOCG al Cesanese del piglio… CHE VERGOGNA!

  12. Michelangelo scrive:

    @emanuele: a me non risulta che per ottenere la DOCG, un vino deva rispondere al requisito “essere conosciuto”. Anche perchè se così fosse come si misura tale caratteristica?
    Certamente non con l’ignoranza di enoteche impreparate.

    In ogni modo prima di esprimere un qualsiasi giudizio, mi sembra doveroso, qualora tu sia un sommelier come sostieni, che provi questo vino ed esprima un parere tecnico.

  13. [...] Cesanese del Piglio DOC 2006 Nobilitato da una meritatissima DOCG (ma solo a partire dall’annata 2008), il Cesanese è in realtà un vino di origini semplici. [...]

  14. Giuseppe scrive:

    @emanuele: per essere DOCG un vino non deve avere come requisito la notorietà. Altrimenti come giustificheresti l’albana di romagna DOCG e il lambrusco no? Al contrario deve essere espressione di un territorio e solo di quel territorio. Il cesanese del piglio (ne esistono altre due varianti) è un vitigno autoctono del lazio e ne rappresenta molto bene la realtà pedoclimatica. Lo sfursat (vostra DOCG) è nebbiolo (chiavennasca) ma rappresenta uno specifico territorio e perciò è altro rispetto al barolo, al barbaresco, al ghemme o al gattinara (tutti a base nebbiolo).

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