Il “maccu di fave” è una ricetta sicula, originaria del ragusano ma comunque diffusa in tutta l’isola.
Il nome così come la ricetta stessa, ha una radice antichissima, risalente all’età romana. Il termine “maccu”, dal latino “maccare” ossia schiacciare, tritare, indica un piatto povero, antesignano di tutte le polente preparate con diverse sostanze farinacee. Si preparava con diversi legumi, castagne e, non ultimo, il grano. E’ da qui che secondo alcuni trae origine il nome “maccherone”.
La versione attuale del “maccu” è preparata esclusivamente con le fave accompagnate dal finocchietto selvatico, fresco ed aromatico.

Una piccola nota gourmet: per il condimento, è risultato particolarmente felice l’abbinamento a crudo con l’olio Pendolino della Fattoria di Felsina. Un olio particolarmente adatto per il suo piacevole gusto amaro ed intenso, che bilancia per contrapposizione il sapore tendenzialmente dolce delle fave.
I curiosi possono trovare di seguito la ricetta…
Ingredienti (per 6 persone): 1 kg. di fave secche; 2 mazzetti di finocchietto selvatico; olio extra vergine di oliva; sale e pepe.
Preparazione: far ammorbidire le fave secche in un tegame colmo di acqua per circa 12 ore. Successivamente mettere il tegame sul fuoco e far cuocere per circa 1 ora. Nel frattempo pulire il finocchietto e lessarlo a parte. Scolare le fave e passarle con il passaverdure fino ad ottenere una purea. Rimettere nel tegame la purea di fave con il finocchietto tritato, aggiungere olio, sale, pepe ed 1 bicchiere d’acqua e far cuocere per circa 10 minuti, fino ad ottenere una crema amalgamata e della densità desiderata.
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Una ricetta molto interessante, non la conoscevo e, appena riesco a procurarmi la materia prima (oltre ad un ottimo olio evo che ho già), la preparo.
Foto molto invitante, anche a quest’ora, complimenti!
A presto
Interessante anche l’abbinamento con il Raggiolo, sempre della Fattoria Felsina, che con la sua lunga ed elegante nota piacevolmente piccante, quasi di peperoncino, potrebbe ulteriormente esaltare il sapore tendenzialmente dolce del maccu.
A presto!!
hai capiiiiito che bravo!!!!
Che Buono!
Che Bello!
bella ricetta! la proverò appena ne avrò l’occasione adatta. Comunque visto che sei un appassionato mi permetto di segnalarti un blog molto molto interessante di cui ho scritto in più occasioni. E’ http://www.atavolaconlastoria.com dai un’occhiata , credo che ti piacerà!
un abbraccio
Ettorissimo
Ettorissimo, grande segnalazione! La cucina storica è una dei miei grandi interessi!
Grazie!
Non so perchè ma guardare quel piatto con il filo d’olio già è provocatorio…
Ottima proposta.
Michele
lo faccio spesso io ho postato antica ricetta sarda buon fine settimana
ho appena finito di farmene una scorpacciata i pastori sardi la sapevano lunga ciao